L’adattamento ai cambiamenti climatici diventi priorità dell’agenda dell’Ue da integrare nei futuri piani di partenariato nazionali e regionali per garantire risorse adeguate e strategie mirate sui territori. E, di pari passo, Comuni e autorità locali prevedano nei propri bilanci un fondo municipale per l’adattamento e la prevenzione dei rischi climatici: risorse da usare per la pianificazione, l’emergenza, la ricostruzione e la prevenzione, “anche attraverso strumenti di fiscalità locale, come già fatto da alcune città, come Bologna”. E siccome “la crisi climatica è anche una crisi sanitaria”, va detto che le azioni “di adattamento e mitigazione producono benefici diretti per la salute pubblica, in particolare per le fasce più vulnerabili della popolazione“. Quindi vanno messe in conto anche queste. Sono alcuni dei capisaldi del parere del Comitato europeo delle Regioni sul futuro Piano di adattamento climatico dell’Ue esposto ieri nella sede del Parlamento europeo a Bruxelles alla riunione congiunta delle Commissioni Ambiente del Comitato europeo delle Regioni e del Parlamento europeo. A illustrare il parere, il sindaco di Bologna Matteo Lepore, relatore per conto del Comitato delle Regioni.
Il parere invita leader locali e regionali a esercitare “un forte ruolo politico per dare priorità all’adattamento, valorizzando strumenti già esistenti come il Patto dei sindaci, la Missione 100 città intelligenti e a impatto climatico zero e la Missione sull’adattamento ai cambiamenti climatici“. Il parere evidenzia la necessità di strategie differenziate tra città e regioni: interventi su scala macro “richiedono pianificazione e coordinamento ampio, mentre su scala locale l’adattamento va integrato nella gestione ordinaria del territorio e nella progettazione dei nuovi sviluppi urbani”.
A Bruxelles Lepore è andato “per fare contare di più le città e le comunità locali. Il cambiamento climatico non è solo un rischio ambientale, ma anche una sfida sanitaria, sociale ed economica che mette a dura prova la vita delle persone”. Nel 2023, i danni causati da eventi climatici in Europa sono stati pari a oltre 700 miliardi con decine di migliaia di vittime, e di fronte a questi scenari e numeri “serve il pieno protagonismo degli enti locali per costruire un’Europa più sicura. Abbiamo ancora tutti negli occhi le tragiche immagini di Valencia, Emilia Romagna, di tanti incendi boschivi o i dati relativi alla crescita delle morti per ondate di calore nella Pianura Padana”, ricorda Lepore.
Le proposte
Tra le leve utili e necessarie, ecco allora anche i programmi che dal cielo osservano la Terra e fornisco dati disaggregati a livello locale utili per pianificare e per la governance “multilivello” dell’adattamento. Il parere del Comitato delle Regioni sollecita il rafforzamento del Fondo sociale per il clima, includendo misure di adattamento e investimenti mirati ai gruppi vulnerabili, per garantire transizioni climatiche giuste ed eque. Tra l’altro si riconosce la necessità di “integrare la giustizia climatica in tutte le politiche di adattamento, ponendo attenzione alle comunità più vulnerabili, spesso prive di risorse adeguate per fronteggiare i cambiamenti in atto”.
E l’assicurazione per le catastrofi naturali è “uno strumento strategico per passare dalla logica reattiva a quella preventiva”, magari con “meccanismi europei di solidarietà e modelli assicurativi territoriali in grado di ripartire equamente i rischi tra settori e aree colpite”. Proposta infine un’Accademia europea per l’adattamento climatico per formare tecnici, amministratori e progettisti, con percorsi accessibili a tutti i Comuni e focalizzati sulle specificità territoriali.
Con il suo parere, il Comitato delle Regioni dice che “l’adattamento climatico non è più rimandabile e deve essere costruito dal basso verso l’alto, partendo dai territori, integrando politiche, competenze e risorse”.
L’esperienza di Bologna
Il parere indica “proposte concrete” e per “una sfida che molte comunità stanno già affrontando“, Lepore ha voluto portare in Europa anche l’esperienza di Bologna, insieme al Commissario Curcio e alla Regione: “il lavoro che stiamo facendo dopo le alluvioni con i cittadini per ripartire, ci sta mostrando concretamente che servono supporti ai governi locali, che non sempre hanno le competenze e le energie necessarie”.
Il sindaco infine ringrazia il vicepresidente Fitto “perché nel suo ruolo di commissario responsabile dei fondi della coesione ma anche promotore della nuova Agenda europea per le città sta ponendo molta attenzione alle nostre istanze; come sindaci delle città metropolitane italiane stiamo collaborando bene con lui. L’Unione europea non solo deve mantenere risorse per le politiche di coesione ma anche una percentuale di fondi diretti alle città, altrimenti salta il patto europeo con i cittadini”.


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