Dal prossimo 8 ottobre ad Abu Dhabi, oltre 100 leader indigeni provenienti da tutto il mondo si riuniranno per partecipare al vertice mondiale dei popoli indigeni, in occasione del “Congresso mondiale per la conservazione della natura” organizzato dall’IUCN. L’incontro si propone di definire priorità e impegni condivisi con la più ampia comunità ambientalista, sottolineando il ruolo centrale dei popoli indigeni nella leadership, negoziazione e azione per la salvaguardia ambientale.
Partecipazione attiva e riconoscimento dei popoli indigeni
Grethel Aguilar, direttrice generale dell’IUCN, ha sottolineato come il summit rappresenti un’importante opportunità per favorire il coinvolgimento diretto di stakeholder e donatori a vari livelli. Questo contribuirà a rafforzare gli investimenti nella leadership indigena e nelle loro pratiche di conservazione. “Il summit conferma che i popoli indigeni non sono stakeholder marginali, ma legittimi custodi della vita sulla Terra”, ha dichiarato Aguilar.
Il padiglione dei popoli indigeni e il legame con la COP30
Durante il vertice si svolgerà il primo padiglione dedicato ai popoli indigeni, che sarà uno spazio di condivisione di conoscenze, pratiche di conservazione e progetti comunitari guidati da leader di diverse generazioni. Questo padiglione fungerà anche da piattaforma per influenzare le negoziazioni sulla crisi climatica, in vista della Conferenza delle Nazioni Unite sul clima COP30 che si terrà quest’anno in Brasile.
Riconoscimento dei diritti e sfide ancora aperte
Il vertice si basa sull’Agenda globale indigena (GIA) dell’IUCN del 2021, che ha promosso il riconoscimento dei diritti, della leadership e della governance dei popoli indigeni sulle loro terre e risorse. Aguilar ha evidenziato i progressi ottenuti, come la titolarità di oltre 117.000 ettari di terreni comunali garantiti grazie all’iniziativa PODONG. Tuttavia, Joan Carling, direttrice esecutiva di Indigenous Peoples Rights International, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di azioni più concrete per proteggere i difensori ambientali indigeni e per responsabilizzare le industrie che causano deforestazione e violenze. Il vertice potrebbe rappresentare un punto di svolta solo se si tradurrà in interventi concreti contro le cause della perdita ambientale.




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