Dopo il passaggio devastante dell’uragano Melissa nei Caraibi, molti si chiedono se altre tempeste potrebbero formarsi nell’Atlantico nelle prossime settimane. La buona notizia è che, almeno per ora, non ci sono segnali di nuovi cicloni tropicali imminenti, e i principali centri meteorologici internazionali concordano su una fase più tranquilla per l’oceano. La stagione degli uragani non è ancora finita – ufficialmente si chiude il 30 novembre – ma Melissa sembra aver rappresentato il picco di attività. L’oceano Atlantico sta infatti entrando in una fase più simile a quella autunnale classica, con sistemi di bassa pressione e perturbazioni extratropicali, piuttosto che nuovi cicloni tropicali.
Cosa sta succedendo ora
Melissa ha lasciato dietro di sé danni enormi in Giamaica e Bahamas, ma si sta ormai indebolendo e allontanando verso nord. Alle sue spalle, l’Atlantico appare più stabile: nessuna nuova tempesta tropicale è in formazione, e le condizioni atmosferiche non favoriscono lo sviluppo immediato di nuovi uragani.

I modelli meteo mostrano un oceano dominato da dinamiche più tipiche dell’autunno, con grandi sistemi depressionari e umidità in aumento, ma non organizzati in cicloni tropicali.
E per le prossime settimane?
Guardando avanti, l’inizio di novembre potrebbe diventare più movimentato, soprattutto sul Nord Atlantico. Le simulazioni atmosferiche mostrano la possibilità di onde cicloniche profonde e possibili “bombe meteorologiche” – cicloni extratropicali molto intensi che si formano a latitudini medio-alte.
Questi sistemi non hanno la struttura di un uragano, ma possono comunque portare piogge intense, vento forte e repentini cambiamenti di temperatura. Alcuni di essi potrebbero spingersi verso l’Europa occidentale e influenzare anche il Mediterraneo, con fasi di maltempo più marcato.
Una fase di passaggio verso l’inverno
Insomma, dopo Melissa non si vede un nuovo uragano all’orizzonte. Al contrario, l’Atlantico sembra avviarsi verso una configurazione atmosferica più tipica del tardo autunno, caratterizzata da alternanza tra periodi miti e perturbazioni, ma senza lo sviluppo di nuovi sistemi tropicali significativi.
Resta comunque un mese alla fine ufficiale della stagione, ma al momento la probabilità che si formi un nuovo uragano importante è bassa. L’attenzione si sposta quindi verso le perturbazioni atlantiche e verso una più probabile fase di maltempo tipicamente autunnale, soprattutto tra Europa occidentale e Mediterraneo.



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