Energia, il piano per il Nucleare arriva in Consiglio dei Ministri: siamo ad un punto di svolta storico

Il governo Meloni punta sul Nucleare per la produzione e la sicurezza energetica: oggi il pre-Consiglio dei Ministri in vista della riunione di domani

La riunione del pre-Consiglio dei ministri convocata per oggi pomeriggio, alle ore 18.30, a Palazzo Chigi, è basata sul tema dell’energia. Nel dettaglio, è in esame uno schema di Decreto-Legge con misure urgenti volte ad assicurare la continuità delle funzioni dell’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera). Previsto anche l’esame definitivo di uno Schema di Disegno di Legge che conferisce delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile. In esame preliminare, uno schema di Decreto Legislativo per l’attuazione della Direttiva (Ue) 2024/1711, finalizzata al miglioramento dell’assetto del mercato dell’energia elettrica dell’Unione. L’agenda tocca anche materie che spaziano dal sociale all’agricoltura e agli affari regionali.

Un punto riguarda l’attuazione della Direttiva (Ue) 2024/1438, che modifica direttive concernenti il miele, i succhi di frutta, le confetture e la crema di marroni, e il latte conservato parzialmente o totalmente disidratato.

Ma vediamo i dettagli.

La delicata situazione di Arera

Il Governo interviene con un decreto legge d’urgenza per garantire la continuità operativa dell’Autorità per l’energia (Arera), prorogando di fatto il mandato del Collegio uscente fino alla nomina dei nuovi componenti e comunque non oltre il 31 dicembre 2025. I vertici dell’Authority, scaduti lo scorso agosto, continueranno a esercitare le proprie funzioni, ma con poteri limitati agli atti di ordinaria amministrazione e a quelli indifferibili e urgenti. Il provvedimento si è reso necessario per evitare la paralisi di un’istituzione cruciale per il Paese, dopo che l’organo di vertice, con una delibera di inizio agosto, aveva già deciso di auto-prorogarsi per un massimo di 60 giorni, in attesa delle decisioni dell’esecutivo.

L’intervento del Governo per scongiurare la paralisi

Il decreto legge stabilisce che i componenti dell’Arera, nominati con Dpr il 9 agosto 2018, resteranno in carica in regime di prorogatio. Questa misura eccezionale, che supera la delibera interna dell’Authority, estende il periodo transitorio ben oltre i 60 giorni inizialmente previsti, fissando un termine ultimo al 31 dicembre 2025. La decisione del Governo mira a garantire la piena operatività dell’ente, scongiurando il rischio di un vuoto di potere che avrebbe potuto bloccare l’attività di regolazione dei mercati energetici e ambientali.

Poteri limitati e obbligo di relazione al parlamento

Durante questo periodo di proroga, i poteri del Collegio saranno strettamente limitati. Potranno essere adottati esclusivamente atti di ordinaria amministrazione e quelli considerati indifferibili e urgenti. Per garantire la massima trasparenza, il decreto introduce un nuovo e stringente obbligo di rendicontazione: ogni quarantacinque giorni, l’Autorità dovrà trasmettere alle Camere una relazione dettagliata sugli atti adottati, illustrandone presupposti e motivazioni.

La precedente auto proroga e i pareri del Consiglio di Stato

Il decreto del Governo interviene su una situazione complessa. Il 5 agosto 2025, con la delibera 402/2025/A, il Collegio uscente aveva già deciso di auto-prorogarsi per un massimo di 60 giorni. La scelta si basava su precedenti pareri del Consiglio di Stato (in particolare il n. 5388/10), che avevano riconosciuto alle autorità indipendenti la possibilità di una “specifica prorogatio” in caso di scadenza simultanea di tutti i componenti. A differenza degli organi amministrativi ordinari, per i quali la legge prevede una proroga automatica, per l’Arera non esiste un meccanismo analogo, rendendo necessario questo intervento straordinario per assicurare la continuità.

Un’agenda fitta: dalle nomine Arera al DDS sul Nucleare

La necessità di sbloccare l’impasse sulle nomine in Arera è resa ancora più urgente dall’agenda energetica del Governo. Nel Consiglio dei Ministri di domani, infatti, è previsto anche l’esame definitivo dello schema di disegno di legge delega in materia di energia nucleare sostenibile, un dossier di enorme rilevanza strategica che richiederà, una volta approvato, il pieno supporto regolatorio da parte di un’Autorità nel pieno delle sue funzioni.

Il ministro Pichetto sul Nucleare: “domani secondo passaggio in Consiglio dei Ministri, poi al Parlamento”

I Comuni e le Regioni hanno espresso il parere di merito e nel Consiglio dei Ministri di domani sera dovrebbe esserci l’ultimo passaggio, il secondo passaggio al Consiglio dei Ministri, e poi andare al Parlamento che valuterà l’iter secondo i propri tempi e il proprio calendario“. Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin intervenendo all’Italian Energy Summit 2025 in corso a Milano. “Quello che è fondamentale – ha aggiunto Pichettoè che con la legge delega noi, entro i 12 mesi successivi, dobbiamo redigere e quindi portare avanti norme di attuazione, che riguardano tutti i vari fronti che vengono investiti: procedure di permitting, modalità tecniche, l’agenzia di controllo… tutta una serie di azioni che abbiamo portato avanti anche facendo leva sui gruppi di lavoro figli della Piattaforma sul nucleare sostenibile costituita il 21 settembre 2023. Entro fine legislatura vogliamo dare al Paese le condizioni per fare poi le diverse scelte, che possono andare dalla fissione nucleare agli SMR e agli AMR, per arrivare poi il prima possibile a quello che è l’El Dorado, cioè la fusione nucleare“.