Un recente studio condotto da ricercatori della Lancaster University, del Centre for Ecology & Hydrology del Regno Unito e dell’Università di Reading ha esplorato, per la prima volta, il potenziale degli impianti solari esistenti in Gran Bretagna come spazi di rifugio per i bombi. La ricerca si è concentrata sull’impatto della gestione del territorio all’interno di questi impianti, confrontando aree gestite con margini di fiori selvatici e quelle coperte da semplice manto erboso. I risultati indicano che la presenza di aree ricche di fioriture favorisce significativamente la presenza dei bombi, suggerendo che la gestione del suolo è un fattore determinante per la biodiversità all’interno di questi siti.
Un aumento del 120% dei bombi con una gestione più attenta
Secondo i modelli sviluppati dal team di ricerca, una gestione più favorevole alla biodiversità – in particolare l’inserimento di margini fioriti – potrebbe portare a un incremento fino al 120% della popolazione di bombi all’interno degli impianti solari, rispetto alle aree con solo erba. La ricercatrice senior della Lancaster University, Hollie Blaydes, ha affermato che i risultati indicano come “gli impianti solari ben gestiti potrebbero fornire rifugi per aiutare a proteggere le popolazioni localizzate di bombi dai cambiamenti del paesaggio che si verificano oltre i confini del sito“. Ha poi aggiunto che il team si aspettava un effetto positivo dalla maggiore disponibilità di risorse, ma era interessato soprattutto a comprendere in che modo la gestione locale interagisca con i cambiamenti più ampi nell’uso del territorio.
Modellazione avanzata per scenari futuri di paesaggio
Utilizzando una tecnica di modellazione ad alta risoluzione, i ricercatori hanno analizzato i possibili impatti futuri su 1.042 impianti solari britannici, considerando tre scenari socioeconomici differenti: “sostenibilità”, “middle-of-the-road” e “sviluppo basato sui combustibili fossili”. Questi scenari, costruiti sulla base di proiezioni esistenti (RCP e SSP), sono stati adattati a una risoluzione dettagliata di 10 metri, permettendo di inserire elementi rilevanti per l’ecologia dei bombi, come siepi e zone di fiori selvatici. Blaydes ha spiegato che il team “ha preso le mappe esistenti sull’uso futuro del suolo e le ha ridimensionate a una risoluzione più pertinente per i bombi“, integrandole con componenti paesaggistici utili alle api, per poi combinarle con un modello di impollinazione che “prevede come le api utilizzano questi paesaggi in base alle risorse di foraggiamento e nidificazione“.
Benefici locali, ma impatto limitato su scala ampia
Sebbene i risultati mostrino che gli impianti solari possano diventare rifugi preziosi per i bombi, gli effetti positivi sembrano essere limitati perlopiù all’interno degli impianti stessi, senza un impatto significativo sulle aree circostanti. La composizione del paesaggio intorno ai parchi solari, infatti, ha un’influenza maggiore sulla densità dei bombi nelle zone di foraggiamento. Tuttavia, nello scenario “sostenibile”, in cui il paesaggio viene arricchito con risorse alimentari e habitat, si registra il miglioramento più consistente nella densità complessiva dei bombi. La professoressa Alona Armstrong, coautrice dello studio, ha dichiarato che “sebbene i benefici degli impianti solari per la densità dei bombi possano essere limitati alla scala locale, la gestione del sito gioca un ruolo importante nel sostenere le popolazioni“. Ha inoltre osservato che, nel contesto di una crescente necessità di energia rinnovabile, “potremmo considerare la collocazione strategica degli impianti solari per collegare habitat esistenti o creare nuove risorse laddove oggi scarseggiano“. Blaydes ha infine sottolineato che “gli impianti solari possono rappresentare un rifugio per i bombi oggi e in futuro e, se gestiti correttamente, potrebbero contribuire a mitigare la perdita di habitat“, pur riconoscendo che da soli non potranno contrastare tutti gli effetti negativi dei cambiamenti nell’uso del suolo.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?