Il 1° ottobre 2009 la Sicilia orientale è stata colpita da un violentissimo nubifragio che ha provocato una delle peggiori tragedie idrogeologiche degli ultimi decenni. Piogge torrenziali, con picchi fino a 230 mm in poche ore, hanno causato l’esondazione di fiumi e torrenti e innescato frane e colate di fango che hanno travolto interi centri abitati. La situazione più grave si è registrata nella provincia di Messina, in particolare nelle frazioni di Giampilieri, Molino, Altolia, Pezzolo e Santa Marina, e nei comuni di Scaletta Zanclea e Itala. Interi quartieri sono stati invasi da fango e detriti, mentre strade, ferrovie e l’autostrada A18 sono rimaste bloccate, isolando numerosi paesi. Scaletta Zanclea è rimasta tagliata fuori dai collegamenti per giorni.
Il bilancio si è rivelato drammatico: 37 le vittime accertate, oltre 2mila gli sfollati, mentre i soccorsi hanno incontrato enormi difficoltà a raggiungere le zone colpite. Alcune frazioni, come Altolia, sono state raggiunte dai mezzi di emergenza soltanto il 3 ottobre. L’evento ha riportato all’attenzione il fragile equilibrio idrogeologico del territorio siciliano, già segnato da precedenti frane e alluvioni.


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