Il 12 ottobre 1994 la NASA annunciò di aver perso i contatti radio con la sonda Magellano, mentre questa stava compiendo la sua discesa controllata nell’atmosfera di Venere. La missione, iniziata 5 anni prima, si concluse così in modo drammatico ma atteso: la sonda, probabilmente, si incendiò tra il 13 e il 14 ottobre, dissolvendosi nella densa coltre di nubi del pianeta. Lanciata nel 1989 a bordo dello Space Shuttle Atlantis, la sonda Magellano aveva rivoluzionato la conoscenza di Venere grazie al suo radar ad apertura sintetica, capace di penetrare la spessa atmosfera e mappare con precisione oltre il 98% della superficie venusiana. Le sue immagini rivelarono un mondo geologicamente attivo, caratterizzato da vulcani, vasti altipiani e immense pianure di lava solidificata.
La fase finale della missione, chiamata “aerobraking”, mirava a testare la possibilità di utilizzare l’atmosfera planetaria per rallentare una sonda orbitante, una tecnica poi impiegata in molte missioni successive.
Nonostante la perdita del veicolo, Magellano resta una delle più importanti missioni planetarie della NASA: il suo sacrificio ha contribuito a svelare i segreti di uno dei mondi più misteriosi e ostili del Sistema Solare.


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