Quarantuno anni fa, alle 18:43 del 19 ottobre 1984, una scossa di terremoto magnitudo 3.7 colpì la cittadina di Zafferana Etnea, nel versante orientale dell’Etna, lasciando un segno indelebile nella memoria collettiva. L’evento, sebbene di moderata intensità, ebbe effetti devastanti a causa della scarsa resistenza degli edifici del centro storico: morì un uomo e gran parte delle abitazioni risultò gravemente danneggiata. Il sisma rese inagibili la Chiesa Madre, simbolo religioso e identitario del paese, e il Palazzo di Città, cuore dell’amministrazione comunale.
Il sisma fu seguito il 25 ottobre da un nuovo evento. Ingenti i danni provocati al patrimonio edilizio di Zafferana e la frazione di Fleri fu quasi interamente distrutta. Il 70% delle abitazioni dell’intero territorio comunale fu dichiarato inagibile.


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