Ricorre oggi il 463° anniversario di un evento sismico che il 20 ottobre 1562 cambiò la fisionomia costiera e la storia di Reggio Calabria. Un terremoto colpì la città calabrese, lasciando dietro di sé non solo devastazione, ma anche un cruciale mutamento geografico. L’impatto più significativo si registrò a Punta Calamizzi, una lingua di terra che fungeva da foce per il fiume Calopinace e, cruciale per l’economia e la difesa cittadina, offriva un riparo naturale per il porto di Reggio. La forza della scossa fu tale da causare il crollo e l’inabissamento di questa importante formazione geologica.
La sparizione di Punta Calamizzi ebbe conseguenze radicali. La città perse il suo porto naturale, subendo non solo gravi danni materiali immediati, ma anche una profonda alterazione della sua linea costiera. Questo evento non fu un semplice disastro edilizio, ma una vera e propria trasformazione geomorfologica che segnò la vulnerabilità del territorio e influenzò le dinamiche urbane e marittime di Reggio per i secoli a venire.



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