Era la mattina del 25 ottobre 2011 quando una perturbazione di eccezionale intensità colpì le province de La Spezia e di Massa-Carrara. In appena 6 ore caddero 542 millimetri di pioggia, una quantità d’acqua sufficiente a trasformare torrenti e rii in fiumi impetuosi. Il Vara e il Magra strariparono, travolgendo tutto lungo il loro corso. In Val di Vara, i borghi di Borghetto e Brugnato furono sommersi da fango e detriti; case, auto e ponti vennero distrutti nel giro di pochi minuti. Le Cinque Terre subirono una delle peggiori devastazioni della loro storia recente: a Monterosso e Vernazza, l’acqua scese dalle colline come una colata, trascinando fango, tronchi e massi fino al mare. Le vie dei centri storici si trasformarono in canyon di detriti alti diversi metri. I soccorsi giunsero con difficoltà a causa delle frane che avevano interrotto strade e ferrovie; decine di località restarono isolate e le comunicazioni furono completamente interrotte.
Ad Aulla, in Lunigiana, il Magra ruppe gli argini e invase la città, provocando il crollo del ponte della Colombiera e danni ingentissimi. Si contarono 13 vittime, decine di frane, 4 ponti distrutti e venti strade chiuse. Quell’alluvione, che in poche ore mutò il volto di un intero territorio, resta ancora oggi una delle tragedie idrogeologiche più gravi d’Italia.


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