Il sostegno alle comunità indigene supera l’obiettivo COP26, ma restano sfide da risolvere

Quattro anni dopo il lancio del Forest Tenure Pledge, i finanziamenti hanno superato i 1,7 miliardi di dollari. Tuttavia, accesso diretto ai fondi e trasparenza restano nodi critici da affrontare per il futuro

A quattro anni dal lancio del Forest Tenure Pledge durante la COP26, l’iniziativa ha superato l’obiettivo di 1,7 miliardi di dollari previsti per sostenere i diritti di proprietà terriera dei popoli indigeni, degli afrodiscendenti e delle comunità locali, con un anno di anticipo. Secondo Rebeca Sandoval della Ford Foundation, l’obiettivo principale era spingere i donatori a integrare i diritti delle comunità locali nelle loro strategie, e questo si è concretizzato. Tra i risultati evidenziati, si segnala un aumento delle organizzazioni locali che ricevono fondi diretti: da 22 nel 2021 a 112 nel 2024. Tuttavia, la percentuale di fondi diretti rimane relativamente bassa, passando dal 2,1% nel 2022 al 7,6% nel 2024.

Ostacoli strutturali e criticità del sistema di finanziamento

Nonostante i progressi, permangono criticità legate all’accessibilità dei fondi. Molte organizzazioni indigene non riescono a superare barriere burocratiche e normative complesse, spesso non adatte alle loro strutture. Levi Sucre Romero, leader Bribri della Costa Rica, ha sottolineato che i progetti impongono modelli esterni che non riflettono i bisogni reali delle comunità, con conseguenti sprechi e inefficienze. Il direttore della RRI, Bryson Ogden, ha aggiunto che la mancanza di consultazione iniziale con le comunità ha rallentato i progressi. Inoltre, la presenza di intermediari e ONG internazionali complica ulteriormente l’accesso diretto ai finanziamenti.

Inclusione, monitoraggio e il ruolo delle donne e dei giovani

Il coinvolgimento attivo delle comunità fin dalla progettazione è stato identificato come una lezione chiave. Trisha Mani, dell’Università di Cambridge, ha evidenziato l’importanza di obiettivi chiari, trasparenza, flessibilità e inclusione. Tuttavia, la leadership femminile e giovanile resta marginale: solo l’1% dei fondi nel 2024 ha avuto i giovani come destinatari principali, mentre i progetti con focus di genere sono cresciuti ma restano pochi quelli guidati da donne. Il monitoraggio dei fondi è un altro punto critico: spesso mancano dati su destinazione, modalità di distribuzione e risultati ottenuti, sollevando dubbi sulla reale efficacia dei finanziamenti.

Il futuro degli impegni e la necessità di finanziamenti stabili

Con la chiusura di programmi chiave come l’USAID e la possibile riduzione degli aiuti da parte di governi come quelli di Regno Unito e Germania, crescono le preoccupazioni sulla continuità del sostegno. Secondo gli esperti, un eventuale nuovo impegno dovrà prevedere fondi diretti, semplificare le procedure e coinvolgere attivamente le comunità, fin dalla fase di progettazione. Solo garantendo flussi di finanziamento stabili, prevedibili e gestiti localmente sarà possibile rafforzare i diritti fondiari e la protezione delle foreste nel lungo periodo, trasformando l’impegno in uno strumento concreto di cambiamento.