In Turchia scoperto un antico centro ospedaliero e religioso nel cuore di una perduta città romana

Gli scavi recenti rivelano l’evoluzione di un complesso che ha attraversato secoli, da ospedale romano a centro monastico e poi a sito utilizzato durante il periodo turco

Inserita nella lista provvisoria del patrimonio mondiale dell’UNESCO, l’antica città si distingue per un ricco patrimonio archeologico che comprende tombe rupestri di 2.400 anni fa, un teatro capace di ospitare 5.000 spettatori, basiliche, terme, un’agorà, aree sacre e mosaici risalenti a 1.300 anni fa. Questo straordinario contesto storico e culturale continua a rivelare nuove sorprese grazie agli scavi archeologici che ogni anno arricchiscono la conoscenza di questa civiltà scomparsa.

Negli ultimi tre anni, le ricerche si sono concentrate soprattutto sull’area arcaica del monastero cinta da mura, portando alla luce materiali e strutture mai rinvenuti prima. Tra le scoperte più rilevanti, il professore Ufuk Çörtük ha evidenziato il ritrovamento di strumenti medici, che confermano come la prima fase del complesso, risalente al II e III secolo d.C., fosse utilizzata come centro sanitario o ospedale. Questi dati offrono preziose informazioni sul funzionamento degli ospedali militari romani, primi centri di cura anche per la popolazione civile.

Dalla cura alla spiritualità: la trasformazione del complesso nel periodo cristiano

Il complesso non rimase unicamente un centro sanitario. Durante il periodo cristiano, intorno al VI secolo d.C., l’area ospedaliera fu convertita in un centro religioso, caratterizzato dalla costruzione di una chiesa ben conservata, riportata completamente alla luce negli scavi più recenti. Questa trasformazione testimonia come il luogo abbia avuto un ruolo centrale non solo nella salute, ma anche nella vita spirituale della comunità, integrando pratiche e funzioni diverse nel corso dei secoli.

Un sito che attraversa le epoche: dall’Impero Romano al Principato Aydınid

Gli scavi hanno rivelato che il complesso ha avuto almeno quattro o cinque fasi distinte di utilizzo, che coprono un arco temporale dal II secolo d.C. fino al XIV secolo. Tra i reperti più significativi si annovera una moneta appartenente al Principato Aydınid (Aydınoğulları Beylik), a testimonianza del fatto che l’area venne riutilizzata anche durante il periodo turco. Ciò conferma la continuità di vita e di funzioni di questo sito archeologico, che si è adattato ai mutamenti storici e culturali della regione.

Tra conservazione e nuove ricerche: il progetto per il futuro del patrimonio

Il progetto archeologico, denominato “Patrimonio per il Futuro”, prosegue con l’obiettivo di approfondire ulteriormente la conoscenza del complesso e delle sue funzioni complesse, unendo ricerca storica e conservazione. La scoperta di strumenti medici, strutture architettoniche e reperti culturali rappresenta non solo un’importante testimonianza per la storia antica, ma anche un invito a proteggere e valorizzare un patrimonio unico, che racconta la storia di civiltà diverse, connesse da un luogo che ha saputo trasformarsi e vivere per oltre un millennio.