Nel 2024, la foresta pluviale amazzonica ha vissuto la stagione degli incendi più devastante degli ultimi due decenni, innescando all’incirca le emissioni annuali della Germania. Secondo un nuovo studio del Joint Research Center della Commissione Ue, le 791 milioni di tonnellate di CO2 rilasciate nell’atmosfera rappresentano un aumento di sette volte rispetto alla media dei due anni precedenti. Lo studio, pubblicato su ‘Biogeosciences’, rileva che solo lo scorso anno 3,3 milioni di ettari di foresta amazzonica sono stati colpiti da incendi: un’area più grande del Belgio che rappresenta lo 0,7% della foresta amazzonica intatta rimasta. Si tratta della quota maggiore di foresta amazzonica colpita da incendi dal 2021 e nove volte superiore alla media degli ultimi 20 anni.
La maggior parte delle foreste colpite dagli incendi si trova in Brasile (50%) e Bolivia (42%), seguite da Venezuela (4,9%) e Perù (1,5%). In Brasile, il 2024 ha segnato il livello più alto mai registrato di emissioni derivanti dal degrado forestale. In Bolivia, gli incendi hanno colpito oltre il 9% della copertura forestale intatta rimanente del Paese, il che rappresenta un duro colpo per una regione che storicamente è stata un’importante riserva di biodiversità e un pozzo di carbonio.
Le cause
Secondo lo studio, “questa straordinaria ondata di incendi boschivi è probabilmente causata da una combinazione di estrema siccità dovuta al riscaldamento globale, frammentazione delle foreste e gestione non sostenibile del territorio, che porta a un significativo degrado forestale. La quantità senza precedenti di foreste bruciate e le conseguenti emissioni di carbonio mettono a nudo la crescente fragilità ecologica della regione, nonostante il rallentamento della deforestazione”.
Mentre studi precedenti hanno evidenziato i pericoli della deforestazione, l’ultimo studio del JRC fa luce su una minaccia ritenuta più insidiosa: il degrado causato dagli incendi che erode l’integrità delle foreste senza necessariamente comportarne la completa distruzione. Le foreste degradate possono sembrare intatte dall’alto, ma perdono una parte significativa della loro biomassa e della loro funzione ecologica. A differenza delle aree disboscate, queste foreste degradate spesso non vengono considerate dai sistemi di contabilità nazionale e dai quadri politici internazionali.


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