La capitale indiana New Delhi è di nuovo avvolta da una nube di gas tossici, con livelli di inquinamento atmosferico che hanno superato di oltre 16 volte il limite massimo tollerato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La città e le aree circostanti, che ospitano più di 30 milioni di persone, figurano regolarmente tra le capitali più inquinate del mondo. Ogni inverno, temperature più basse e venti deboli intrappolano una densa nebbia tossica generata da traffico, industrie e incendi agricoli. La situazione peggiora durante i festeggiamenti di Diwali, quando l’uso dei fuochi d’artificio aumenta la concentrazione di particelle inquinanti. Oggi le microparticelle PM2.5, le più pericolose perché penetrano nel sangue, hanno raggiunto i 248 microgrammi per metro cubo in alcune zone, secondo la società svizzera IQAir.
Per contrastare l’emergenza, le autorità hanno adottato misure come il mantenimento della fornitura elettrica per ridurre l’uso dei generatori diesel. Per la prima volta, è stata programmata l’inseminazione artificiale delle nuvole tramite aerei per favorire la pioggia e diradare la nebbia tossica.
L’inquinamento atmosferico a New Delhi provoca ogni anno migliaia di morti premature per malattie cardiache, respiratorie e cancro. Uno studio pubblicato su The Lancet ha attribuito all’inquinamento atmosferico 1,67 milioni di decessi in India nel 2019, sottolineando l’urgenza di interventi strutturali e sostenibili.


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