Johnson & Johnson nel mirino: maxi causa nel Regno Unito per il talco “contaminato”

J&J respinge con forza ogni accusa, ribadendo che il suo talco “non provoca il cancro”

Johnson & Johnson torna al centro delle polemiche, questa volta nel Regno Unito, dove oltre 3mila persone hanno avviato una causa collettiva contro il colosso farmaceutico. L’accusa: aver venduto per decenni talco per bambini contaminato da amianto, sostanza cancerogena legata a mesoteliomi e tumori ovarici. Secondo documenti interni e relazioni scientifiche citati dalla BBC, l’azienda sarebbe stata consapevole dei rischi già dagli anni ’60. Alcune comunicazioni risalenti agli anni ’70 menzionano tracce di minerali come tremolite e actinolite – classificati come amianto nella loro forma fibrosa – e la possibilità di brevettare un processo per eliminarli, mantenendo però la questione “riservata”.

J&J respinge con forza ogni accusa, ribadendo che il suo talco “era conforme a tutti gli standard normativi richiesti, non conteneva amianto e non provoca il cancro”. La società sottolinea che test indipendenti ne avrebbero confermato la sicurezza.

Molti querelanti, tra cui la britannica Siobhan Ryan, affetta da cancro ovarico, sostengono di aver usato il prodotto per anni in buona fede. Il valore dei risarcimenti richiesti potrebbe raggiungere centinaia di milioni di sterline, rendendo il caso uno dei più significativi nella storia legale del Paese. L’esito potrebbe avere conseguenze di vasta portata per l’intera industria dei cosmetici.