Robert F. Kennedy Jr., attuale segretario alla Salute e ai Servizi umani degli Stati Uniti, intende pubblicare nuove linee guida alimentari che incoraggiano un maggiore consumo di grassi saturi, in netta discontinuità con decenni di raccomandazioni nutrizionali ufficiali. La proposta, anticipata dal quotidiano The Hill, sta suscitando forti preoccupazioni tra gli esperti di salute pubblica, che temono effetti negativi sui livelli di colesterolo e sul rischio di malattie cardiovascolari. Secondo Kennedy, le nuove indicazioni dovrebbero “valorizzare i grassi saturi di origine lattiera e della carne fresca” e saranno utilizzate anche per ridefinire i pasti serviti nelle scuole e nelle mense militari. Cheryl Anderson, docente di sanità pubblica all’Università della California e membro dell’American Heart Association, ha ricordato al Guardian che “la raccomandazione di limitare i grassi saturi è tra le più costanti dagli anni ’80”.
Pur riconoscendo che gli effetti dei grassi saturi dipendono da ciò con cui vengono sostituiti, Ronald Krauss, medico e ricercatore dell’Università di San Francisco, ha criticato la linea di Kennedy: “se davvero esorterà gli americani a mangiare più grassi saturi, è un messaggio sbagliato”. Gli esperti avvertono che un aumento fino al 18-19% dell’apporto calorico da grassi saturi – rispetto al limite attuale del 10% – potrebbe incidere direttamente sui tassi di colesterolo e sulle malattie cardiache nella popolazione statunitense.
