In Kosovo è giunta oggi una partita di droni Skydagger ordinati alla Turchia. Nella darne notizia, il premier Albin Kurti – citato dai media serbi – ha detto che la consegna dei droni a Pristina era prevista per il prossimo gennaio, ma sono stati consegnati con tre mesi di anticipo in seguito a un accordo con la compagnia turca Bajkar. Gli Skydagger sono dotati di esplosivo e sono in grado di colpire obiettivi fermi e in movimento. Con un messaggio postato su Facebook, Kurti ha pubblicato alcune foto di camion carichi all’aeroporto di Pristina, sottolineando che si tratta di ‘migliaia di droni ‘.
La formazione in Kosovo di un Esercito regolare con dotazione di armi è fortemente osteggiata dalla Serbia, che non riconosce l’indipendenza del Kosovo, che considera ancora parte integrante del territorio serbo. Belgrado invoca la risoluzione 1244 adottata dal consiglio di sicurezza Onu nel 1999 al termine del conflitto armato in Kosovo, in base alla quale l’unica Forza armata autorizzata a stazionare in Kosovo è la Kfor, la missione di pace della Nato.
La risoluzione prevede al tempo stesso la completa smilitarizzazione dell’Esercito di liberazione del Kosovo (Uck) e degli altri gruppi armati della componente di popolazione albanese. Pristina nel 2009 decise la formazione di una Forza di sicurezza del Kosovo, con mandato civile e di intervento in casi di catastrofi e calamità, ma nel 2018 il parlamento kosovaro adottò un provvedimento sulla trasformazione della Forza di sicurezza in un Esercito regolare con mandato militare.


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