Una delle più imponenti eruzioni vulcaniche degli ultimi 10.000 anni, quella dell’isola greca di Thera (oggi Santorini), potrebbe essere avvenuta molto prima di quanto gli archeologi avessero finora creduto. Un nuovo studio condotto da ricercatori della Ben-Gurion University of the Negev e dell’Università di Groningen ha infatti fornito prove radiocarboniche che collocano l’eruzione durante il Secondo Periodo Intermedio dell’antico Egitto, e non durante il successivo Nuovo Regno, come sostenuto da numerose teorie precedenti.
Un mistero cronologico lungo millenni
La datazione dell’eruzione di Thera – uno dei più grandi eventi vulcanici della storia recente della Terra – è da tempo un nodo irrisolto della ricerca archeologica. Le ceneri dell’eruzione, sparse su gran parte del Mediterraneo orientale, hanno rappresentato un punto di riferimento per collegare le cronologie del mondo egeo e del Vicino Oriente, in particolare quella egizia. Tuttavia, la collocazione esatta dell’evento nel tempo è rimasta controversa: gli studiosi oscillavano tra il tardo XVII e il XVI secolo a.C.
Le nuove prove dal radiocarbonio
Il team guidato dal professor Hendrik J. Bruins (Jacob Blaustein Institutes for Desert Research, Ben-Gurion University) e dal professor Johannes van der Plicht (Università di Groningen) ha ottenuto un permesso eccezionale per prelevare campioni di reperti egizi conservati al British Museum e al Petrie Museum di Londra.
I campioni analizzati comprendono:
- un mattone crudo proveniente dal tempio di Ahmose ad Abido;
- un tessuto di lino funerario associato alla figura di Satdjehuty;
- e sei statuette lignee (shabti) provenienti da Tebe.
Attraverso sofisticate analisi di radiocarbonio, i ricercatori hanno stabilito che questi reperti risalgono a un periodo successivo all’eruzione di Thera. Ciò implica che il catastrofico evento vulcanico avvenne prima dell’ascesa al trono del faraone Ahmose, colui che unificò l’Alto e il Basso Egitto e fondò la XVIII dinastia.
Conseguenze per la storia del Mediterraneo antico
La scoperta, pubblicata sulla rivista PLOS One, suggerisce che il Secondo Periodo Intermedio durò più a lungo di quanto si ritenesse, e che il Nuovo Regno iniziò in una data più tarda. Questa revisione cronologica ha implicazioni significative per la comprensione dei rapporti tra l’Egitto e le altre civiltà del Mediterraneo orientale, inclusi i Minoici e i Micenei.
“Le nostre scoperte indicano che il Secondo Periodo Intermedio fu molto più esteso rispetto alle stime tradizionali, e che il Nuovo Regno iniziò più tardi”, spiega il professor Bruins.
Una nuova era per l’archeologia cronologica
La ricerca rappresenta un passo decisivo verso la risoluzione di uno dei più complessi enigmi cronologici del mondo antico. Grazie all’applicazione delle tecniche di datazione radiocarbonica a materiali direttamente collegati a figure storiche come il faraone Ahmose, gli studiosi hanno ora una base più solida per ricalibrare la sequenza temporale dell’antico Egitto — e, di riflesso, quella dell’intero Mediterraneo orientale.
La grande eruzione di Thera, dunque, non fu testimone della nascita del Nuovo Regno, ma piuttosto il preludio di un’epoca di transizione politica e naturale che avrebbe infine portato alla rinascita di una delle civiltà più straordinarie della storia umana.


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