Microscopiche e potenti, queste particelle stanno attirando l’attenzione del mondo della cosmesi per le loro presunte capacità di stimolare la rigenerazione cellulare. Ma cosa dice davvero la scienza? Negli ultimi tempi, gli esosomi stanno facendo parlare di sé come il nuovo ingrediente miracoloso nei prodotti skincare. Ribattezzati da alcuni esperti “microneedling in bottiglia“, questi sieri promettono risultati sorprendenti: stimolazione del collagene, riduzione dell’infiammazione, miglioramento della pigmentazione e una pelle dall’aspetto più sano e compatto. Sui social – TikTok in testa – c’è grande entusiasmo. Ma non tutti gli esperti condividono questa euforia.
Cosa sono, davvero, gli esosomi?
Gli esosomi sono minuscole vescicole extracellulari – simili a piccole bolle – prodotte dalla maggior parte delle cellule viventi. Servono a trasportare e trasferire messaggi biologici sotto forma di proteine, lipidi e materiale genetico come mRNA e microRNA. In parole semplici, sono veicoli di comunicazione cellulare che aiutano le cellule a “parlarsi” tra loro e a regolare reciprocamente le proprie funzioni.
Scoperti per la prima volta negli anni ’80, furono inizialmente considerati materiale di scarto cellulare. Solo con il tempo – circa un decennio dopo – i ricercatori hanno compreso il loro ruolo attivo nei processi biologici.
Robin Smith, medico specializzato in medicina rigenerativa e consulente per il brand Exoceuticals, paragona gli esosomi a un furgoncino per le consegne: “non solo trasportano il contenuto, ma includono anche le istruzioni su come utilizzarlo”.
Gli esosomi non sono tutti uguali
Non tutti gli esosomi, però, hanno effetti benefici. Alcuni, come quelli secreti da cellule tumorali o infiammatorie, possono portare segnali dannosi. Al contrario, quelli provenienti da cellule rigenerative – come le piastrine – sembrano incoraggiare processi di riparazione.
Saranya Wyles, direttrice della dermatologia rigenerativa alla Mayo Clinic, sottolinea che è in corso un filone di ricerca su come stimolare naturalmente la produzione e l’attività benefica degli esosomi attraverso stile di vita sano: dieta equilibrata, esercizio fisico regolare, sonno di qualità e riduzione dello stress. Tuttavia, al momento, non esistono metodi scientificamente validati per farlo in modo efficace.
Ed è proprio qui che entrano in gioco i prodotti topici. La promessa di applicare direttamente sulla pelle esosomi “programmati” per stimolare rigenerazione e giovinezza è ciò che li rende così affascinanti – anche se, va detto, molti integratori e sieri venduti online non sono stati approvati dalla FDA e mancano di solide prove cliniche.
Esosomi nella skincare: come funzionano?
L’idea alla base dei sieri esosomiali è che, una volta applicati, possano agire come messaggeri biologici: suggerendo alle cellule della pelle di aumentare la produzione di collagene, acido ialuronico ed elastina. Tutti elementi chiave per una pelle più compatta, idratata e giovane.
Poiché gli esosomi vengono secreti da quasi tutte le cellule, possono essere ricavati da una grande varietà di fonti: tessuti umani (come il grasso corporeo, le piastrine o le cellule staminali), ma anche piante e frutti, come il tè verde, la cicala, il pompelmo o l’anguria.
I prodotti di fascia più alta, spesso con prezzi che raggiungono i 250 dollari per 30 ml, contengono esosomi umani biofabbricati. I sieri più accessibili si affidano invece a esosomi vegetali, meno costosi da produrre.
Wyles chiarisce che quelli di origine umana vengono ottenuti attraverso procedure controllate: le cellule vengono prelevate da banche del sangue o da donatori certificati, coltivate in laboratorio, sottoposte a processi di purificazione e infine trasformate in polvere liofilizzata, pronta per essere inserita nei cosmetici.



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