L’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” di Fermo celebra un traguardo di grande valore culturale e scientifico: gli ottant’anni della rivista Il Polo, la più antica pubblicazione italiana dedicata alle regioni artiche e antartiche, fondata nel 1945 dal suo ideatore e primo direttore Silvio Zavatti (1917-1985), di cui quest’anno ricorrono anche i quarant’anni dalla scomparsa. Per l’occasione, mercoledì 22 ottobre 2025, alle ore 15.00, si è tenuta a Roma, presso la Società Geografica Italiana (Villa Celimontana, Sala E. Migliorini – Via della Navicella 12), la conferenza dal titolo “80 anni della rivista Il Polo: memoria, esplorazioni e ricerca polare italiana”. L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione sulla storia delle esplorazioni polari e sul ruolo che l’Italia ha saputo costruire nella ricerca scientifica ai confini del mondo, intrecciando la memoria delle grandi imprese con le nuove sfide del presente.
Dopo i saluti istituzionali di Claudio Cerreti, presidente della Società Geografica Italiana, Agostino Pinna, inviato speciale per l’Artico del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Gen. Carlo di Somma, presidente del Comitato di Indirizzo Interforze per l’Ambiente Artico, Subartico e Antartide dello Stato Maggiore Difesa, e Gianluca Frinchillucci, direttore dell’Istituto Geografico Polare”“Silvio Zavatti” e della rivista Il Polo, si sono alternati interventi e testimonianze di esperti, ricercatori e studiosi del settore.
L’incontro
La prima parte dell’incontro, dedicata all’attualità polare e moderata da Massimo Mapelli, capo servizio TG La7, ha visto la partecipazione di Roberto Sparapani, presidente dell’Associazione “L’Italia al Polo Nord”, Paolo Plini del CNR – Istituto di Scienze Polari, Paolo Quattrocchi, Presidente Centro Studi Italia-Canada e Emanuela Somalvico, direttrice dell’Osservatorio Intelligenze Artiche (SOCINT). Di seguito, si è tenuta una sessione incentrata sulla storia e la memoria delle esplorazioni, moderata da Leonardo Parigi, presidente dell’Osservatorio Artico, con interventi di Martino Longo della Società Geografica Italiana, Antonio Ventre, direttore del Museo “Umberto Nobile”, e Flavia Orsati, caporedattrice de Il Polo.
L’evento, realizzato in collaborazione con la Società Geografica Italiana, l’Osservatorio Artico, l’Associazione “’Italia al Polo Nord”, il Centro Studi Italia-Canada e il Museo “Umberto Nobile”, ha rappresentato un omaggio al lungo cammino di una rivista che ha accompagnato per otto decenni la crescita della conoscenza italiana delle regioni polari, mantenendo vivo lo spirito di ricerca e divulgazione che animò il suo fondatore, contribuendo a diffondere una consapevolezza sempre più ampia del valore strategico, ambientale e culturale delle aree artiche e antartiche nel mondo contemporaneo.
Negli ultimi numeri, Il Polo ha ospitato contributi di oltre sessanta autori internazionali, tra ricercatori, artisti, diplomatici e studiosi, consolidando il proprio ruolo come strumento di diplomazia culturale. Particolare attenzione è stata dedicata alla cultura Sámi, ai diritti dei popoli indigeni e ai saperi tradizionali dell’Artico, così come alle relazioni tra Italia e Nepal, esplorate in due recenti volumi dedicati all’Himalaya e all’Hindu-Kush. Inoltre, l’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” ha partecipato sia all’edizione del 2023 che a quella del 2025 della Inter-Polar Conference – Connecting the Arctic with the Third Pole (HKH) ospitata da ICIMOD a Kathmandu e organizzata congiuntamente da ICIMOD e Arctic Centre. Grazie alla collaborazione con Marco Volpe, membro del comitato organizzativo dell’Arctic Centre ed autore de Il Polo, la rivista è diventata parte integrante del dialogo interpolare, che mira a rafforzare lo scambio scientifico tra Artico e la regione himalayana. In occasione dell’edizione 2025, l’Istituto curerà la pubblicazione degli atti del convegno, in virtù del riconosciuto impegno nella promozione della cooperazione tra l’area artica e la regione himalayana.
Nel solco di questa visione, Il Polo continua anche a valorizzare la figura del Duca degli Abruzzi, archetipo dell’esploratore italiano capace di coniugare coraggio, rigore scientifico e rispetto per le culture locali, una memoria che lega idealmente le grandi imprese del passato alle nuove sfide della ricerca polare contemporanea, con l’organizzazione di un numero monografico dedicato e di iniziative collaterali ad esso collegate. Il prossimo numero, in uscita a novembre 2025, sarà interamente dedicato al progetto Antartide Italiana, per celebrare i quarant’anni della presenza scientifica italiana in Antartide e intrecciando scienza, cultura e memoria delle esplorazioni. Il volume includerà anche una sezione storica su figure come Giovanni Ajmone Cat, Ernest Shackleton e Ivo Pannaggi.



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