Un nuovo studio pubblicato su “Science of The Total Environment” avverte che tra il 15 e il 23% dei 1.294 vertebrati terrestri delle Filippine è a rischio estinzione. Gli anfibi sono i più minacciati (24%), seguiti dai mammiferi (19%), mentre uccelli e rettili mostrano percentuali leggermente inferiori, ma preoccupanti (rispettivamente 15% e 11%). Le specie endemiche, che convivono solo nelle Filippine, risultano le più vulnerabili; molti taxa poco noti, come volpi volanti, beccafiori di Cebu e rane delle isole, ricevono scarsa attenzione da parte della ricerca e dei finanziamenti, in netto contrasto con le specie carismatiche come l’aquila delle Filippine e il bufalo nano tamara.
Minacce principali e limiti nella protezione e nella ricerca
La perdita di habitat emerge come la minaccia più diffusa, interessando il 90% degli anfibi endemici e il 48% degli uccelli endemici. A ciò si aggiungono la caccia eccessiva e il commercio di animali selvatici, che gravano su mammiferi (52%) e rettili (47%), mentre per gli anfibi entrano in gioco anche specie invasive e malattie; gli uccelli endemici sono particolarmente affetti dallo stress climatico. Le lacune nella conoscenza — dovute all’assenza di dati sufficienti, habitat remoti, difficoltà nei permessi di ricerca — rendono più fragile ogni strategia conservativa.
Krizler Tanalgo dell’Università di Mindanao Meridionale spiega che, nonostante la vulnerabilità delle specie meno note, “molte rimangano poco studiate e documentate, lasciando lacune critiche nella conoscenza che aumentano il rischio di misure di conservazione inappropriate o insufficienti”.
Priorità per il piano di biodiversità: specie poco studiate e siti ad alto rischio
Gli esperti chiedono che l’aggiornamento del piano d’azione per la biodiversità delle Filippine (PBSAP) dia priorità non solo alle specie iconiche, ma anche a quelle meno conosciute. Lisa Paguntalan‑Marte ha sottolineato che il sostegno finanziario è sbilanciato verso specie simbolo, mentre specie come il picchio di Cebu, il pipistrello della frutta dal dorso nudo di Visayas o la rana della foresta calcarea ricevono poco aiuto. Le mappe spaziali dello studio mostrano che molte specie ad alto rischio non sono ancora protette dalle aree conservate, suggerendo che i territori da preservare dovrebbero includere siti finora trascurati e aree degradate da restaurare.
Conseguenze e necessità di azione urgente
Il rischio non è solo teorico: “molte specie sono già sull’orlo dell’estinzione a causa di molteplici minacce”, afferma Tanalgo. I ricercatori hanno scoperto modelli di declino non solo dovuti alla distruzione dell’habitat, ma anche alla frammentazione, al commercio illegale, alla pressione umana e al cambiamento climatico. Le specie con habitat ridotti o caratteristiche ecologiche specifiche come grandi dimensioni corporee o riproduzione lenta sono particolarmente esposte. Senza un aumento dei finanziamenti per il monitoraggio, senza interventi urgenti e strategie basate su prove concrete, avvertono gli autori, gran parte di questo ricchissimo patrimonio faunistico filippino rischia di andare perduto. “Senza un’azione urgente e basata su prove concrete”, conclude Tanalgo, “le Filippine rischiano di perdere gran parte della loro biodiversità”.



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