L’uragano Melissa si è trasformato in poche ore da una tempesta tropicale a un potente uragano di 3ª categoria , scatenando venti devastanti, piogge torrenziali e mareggiate imponenti su gran parte dei Caraibi settentrionali. La sua traiettoria, lenta e incerta, minaccia direttamente la Giamaica, il Sud di Haiti e le province orientali di Cuba, territori già vulnerabili per la fragilità delle infrastrutture e la conformazione geografica montuosa che amplifica il rischio di frane e alluvioni catastrofiche. Secondo gli esperti del National Hurricane Center (NHC) degli Stati Uniti, Melissa si muove con una velocità insolitamente ridotta, mantenendo un moto di appena 6 km/h verso Ovest, un elemento che lo rende particolarmente pericoloso: più un uragano è lento, più tempo ha per riversare enormi quantità di pioggia sullo stesso territorio. Gli effetti combinati di venti fino a 185 km/h, precipitazioni eccezionali e una mareggiata in aumento stanno già provocando gravi danni umanitari e infrastrutturali, con comunità isolate, abitazioni distrutte e servizi essenziali compromessi.
Gli ultimi bollettini meteo indicano che Melissa continuerà a rafforzarsi nelle prossime 48 ore, raggiungendo probabilmente la 4ª categoria prima del suo impatto previsto sulla Giamaica all’inizio della prossima settimana. Le autorità locali hanno già dichiarato lo stato d’emergenza nazionale, mentre il primo ministro Andrew Holness ha rivolto un appello urgente alla popolazione.
Uragano Melissa, un sistema lento e distruttivo
Secondo il National Hurricane Center, Melissa è attualmente localizzata a circa 200 km a Sud/Est di Kingston, Giamaica, e a 455 km a Ovest-Sud/Ovest di Port-au-Prince, Haiti. Il suo lento movimento rende difficile prevedere con precisione dove e quando toccherà terra, ma gli esperti concordano sul fatto che continuerà a rafforzarsi man mano che attraverserà acque tropicali insolitamente calde.
Il vice direttore del NHC, Jamie Rhome, ha sottolineato che la situazione “è sempre più grave per tutte le aree lungo il percorso previsto della tempesta”, aggiungendo che il moto estremamente lento potrebbe protrarsi per almeno altri 4 giorni, aggravando ulteriormente il rischio di disastri idrogeologici.
Piogge torrenziali e danni crescenti
Melissa ha già scaricato fino a 750 mm di pioggia su alcune aree di Hispaniola, provocando frane, inondazioni e gravi interruzioni dei servizi essenziali. Ad Haiti 3 persone sono morte e altre 5 sono rimaste ferite a causa del crollo di un muro, mentre una vittima e un disperso sono stati segnalati nella vicina Repubblica Dominicana.
Le autorità haitiane segnalano ponti crollati, villaggi isolati e riversamenti di fiumi nel Nord/Est del Paese, dove il sistema di protezione civile ha avviato la distribuzione di kit alimentari e aiuti di emergenza.
Giamaica in stato d’emergenza
In Giamaica l’allerta è massima. Il governo ha disposto la chiusura dell’aeroporto internazionale Norman Manley di Kingston e l’attivazione di oltre 650 rifugi sull’intero territorio nazionale. Le autorità assicurano che magazzini e centri logistici siano stati riforniti con scorte alimentari, acqua potabile e materiali di prima necessità, mentre le squadre di protezione civile restano pronte a intervenire nelle aree più colpite.
Il premier Holness, in un discorso trasmesso in diretta televisiva, ha invitato la popolazione a “prendere sul serio questa minaccia meteorologica. Prendete tutte le misure per proteggervi”.
Allerta anche a Cuba e Bahamas
Il governo cubano ha emesso un “hurricane watch” per le province di Granma, Santiago de Cuba, Guantánamo e Holguín, in vista di un possibile impatto a metà settimana. Anche le Bahamas e le Turks e Caicos sono sotto osservazione: i meteorologi prevedono condizioni da tempesta tropicale o uragano all’inizio della prossima settimana, con piogge intense e forti mareggiate.
Una stagione atlantica sopra la norma
Melissa è la 13ª tempesta con nome della stagione atlantica 2025, che si estende dal 1° giugno al 30 novembre. La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) aveva previsto un’annata superiore alla media, con 13–18 cicloni tropicali: una proiezione che si sta rivelando esatta.
Prossime ore decisive
Le prossime 2giornate saranno decisive per determinare la traiettoria finale e l’intensità dell’uragano. Con i terreni già saturi e infrastrutture deboli, anche una lieve deviazione del percorso potrebbe determinare un disastro umanitario su vasta scala.



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