A quasi un secolo dalla sua straordinaria scoperta da parte dell’archeologo britannico Howard Carter, la tomba di Tutankhamon (il tredicesimo faraone della Diciottesima Dinastia) rimane uno dei siti archeologici più visitati e significativi al mondo. Tuttavia, la sua lunga esistenza e la sua ubicazione unica la espongono a una serie di fattori ambientali e geologici che stanno lentamente compromettendo la sua integrità. La tomba, un complesso di 4 camere principali che includono l’ingresso, l’anticamera, la camera sepolcrale e il tesoro, è oggi al centro di un’approfondita analisi scientifica. Un recente studio pubblicato sulla rivista npj Heritage Science di Nature ha fornito una valutazione dettagliata dei pericoli in corso, evidenziando crepe, danni da infiltrazioni d’acqua e persino la crescita fungina come elementi che minacciano la stabilità della struttura. La ricerca si concentra sull’urgente necessità di comprendere e affrontare i complessi meccanismi di degrado per garantire che la dimora eterna del “Faraone Bambino” possa continuare a testimoniare la grandezza dell’Antico Egitto per le generazioni future.
Fragilità strutturale
La vulnerabilità della tomba è strettamente legata alla geologia del sito. Secondo lo studio, una prominente linea di faglia attraversa il soffitto sia dell’anticamera che della camera sepolcrale. Questa faglia non è solo una debolezza strutturale, ma agisce anche come un condotto. “Questa tomba è stata sottoposta a impatti a lungo termine sia da inondazioni improvvise che da grandi faglie“, spiega il Sayed Hemeda, autore dello studio. Tali sollecitazioni hanno permesso all’acqua piovana di infiltrarsi, saturando la debole roccia di scisto di Esna. Questo processo di saturazione ha generato fessure e ha innescato una progressiva instabilità della struttura. I danni, come notato da Hemeda, si sono “progressivamente peggiorati nel tempo“.
Modelli e simulazioni
Per valutare con precisione l’entità dei rischi, i ricercatori hanno impiegato metodologie scientifiche avanzate. Hanno condotto modellazione geotecnica e calcoli dettagliati, utilizzando software ad alte prestazioni come PLAXIS 3D con un modello di roccia fessurata.
Le simulazioni numeriche sono state cruciali per investigare gli effetti combinati delle inondazioni lampo e della principale faglia che interseca la tomba sulla sua stabilità complessiva. Lo studio ha potuto così identificare “i principali fattori che influenzano la stabilità del soffitto dell’anticamera e della camera sepolcrale, la deformazione e le modalità di rottura, e le aree chiave“, determinando lo stadio attuale di stabilità della tomba.
Allarme geologico oltre l’umidità
Mentre l’umidità e le infiltrazioni sono fattori cruciali, la minaccia potrebbe essere ancora più ampia. Come riportato da The Independent, il prof. Mohamed Atia Hawash, esperto di conservazione architettonica presso la Facoltà di Archeologia dell’Università del Cairo, sottolinea che anche le montagne circostanti la Valle dei Re presentano grandi fratture.
Hawash ha espresso una seria preoccupazione: se masse rocciose dovessero staccarsi dalle montagne circostanti, la stabilità della tomba sarebbe gravemente compromessa. A suo avviso, la situazione costituisce un “severo avvertimento che deve essere ascoltato“, e richiede un intervento tempestivo per preservare l’intero complesso della Valle dei Re.
Conservazione e misure
Lo studio scientifico si conclude con l’obiettivo di fornire indicazioni pratiche per future misure di rinforzo. Le raccomandazioni si concentrano su una strategia a doppio binario per la conservazione a lungo termine:
- Regolazione ambientale – È fondamentale “ridurre al minimo le fluttuazioni di umidità per preservare la tomba regolandone l’ambiente interno“;
- Rinforzo strutturale – L’implementazione di un “programma mirato di rinforzo e conservazione” è essenziale per affrontare le fragilità strutturali individuate.
In monitoraggio rigoroso e un intervento proattivo sono indispensabili per proteggere uno dei più grandi tesori archeologici del mondo dalla lenta ma inesorabile azione del tempo e della geologia.


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