Questa mattina il massiccio dei Vosgi ha vissuto condizioni tipicamente invernali: a circa 1100 metri si sono registrati neve, raffiche di vento oltre i 50 km/h e un’atmosfera gelida. Un quadro suggestivo ma effimero, destinato a lasciare spazio, nel corso della giornata, al ritorno della pioggia e a un lieve rialzo termico. Nelle prime ore del mattino i crinali hanno presentato un aspetto quasi alpino, con fiocchi fitti, umidità elevata e temperature prossime agli zero gradi Celsius. L’ingresso di aria più mite da ovest ha però innescato una rapida transizione verso un contesto più autunnale: le precipitazioni sono tornate a prevalere e la neve ha iniziato a fondere alle quote medie e basse.
Le prime nevicate della stagione
Nei giorni scorsi alcune stazioni sciistiche avevano segnalato i primi episodi di neve fresca, segnando l’avvio della stagione fredda sui rilievi dell’Europa centro-occidentale. Gli accumuli restano comunque modesti e confinati alle aree più alte, oltre 1100–1200 metri, mentre la pioggia odierna favorirà un rapido dissolvimento del manto alle quote inferiori.
La tendenza per le prossime ore
Nel prosieguo della giornata è atteso un progressivo rialzo termico, con valori compresi tra 5 e 7°C e venti occidentali ancora sostenuti, soprattutto durante i rovesci più intensi. Si tratta della tipica dinamica di fine ottobre, in cui le prime irruzioni fredde si alternano a correnti più miti e perturbate.
Una transizione stagionale di manuale
L’episodio odierno nei Vosgi è esemplare della variabilità autunnale: nel giro di poche ore si è passati da un scenario invernale alla pioggia, per effetto del contrasto tra masse d’aria fredde e miti. Un promemoria di quanto l’autunno sappia essere rapido nei cambiamenti, soprattutto lungo i rilievi della Francia orientale.


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