Un’ondata di caldo eccezionale sta interessando la Grecia, con valori termici fuori scala per il periodo autunnale e condizioni più simili a piena estate. L’isola di Creta si trova al centro di questa anomalia: a Chania le temperature hanno raggiunto +34°C, mentre le minime notturne non sono scese sotto i +24°C. Si tratta di valori tipici di agosto, non certo di fine ottobre, quando le medie climatologiche oscillano intorno ai +20–23°C. Situazione analoga a Rodi, dove si registrano notti tropicali con valori costanti fra +25 e +30°C per tutta la notte. Un fenomeno raro in questa fase dell’anno, che sottolinea l’eccezionalità dell’ondata calda nel Mediterraneo orientale. Le alte temperature non si limitano alle ore diurne: l’assenza di ventilazione e l’elevata umidità stanno impedendo il normale raffreddamento notturno, aumentando il disagio termico per la popolazione.
L’origine del caldo: un flusso africano in risalita
Questa fase è legata a una persistente rimonta di aria calda nordafricana, che dopo aver investito Marocco, Algeria, Tunisia e Libia, si è estesa fino ai Balcani e alla Grecia. Le correnti meridionali, richiamate da una depressione sull’Europa occidentale, hanno convogliato masse d’aria subtropicale verso l’Egeo, determinando un duraturo e anomalo aumento termico.
Impatti e prospettive
Le conseguenze di questo caldo fuori stagione non si limitano al disagio fisico. Si segnalano stress termici notturni e anomalie ecologiche, come la fioritura anticipata di alcune specie mediterranee. Episodi simili, sempre più frequenti, sono indicatori del cambiamento climatico in corso nel bacino del Mediterraneo.
Le previsioni indicano che il caldo persisterà ancora per alcuni giorni, con valori ben oltre le medie stagionali e la possibilità di nuovi record termici per la Grecia a fine ottobre.


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