Meteo, “Cloud Streets” sul Tirreno: cosa sono e perché non hanno nulla a che fare con scie chimiche o terremoti

Le “Cloud Streets” apparse sul Tirreno sono un raro fenomeno atmosferico naturale, spiegato dalla meteorologia e non da teorie complottiste

Nel corso della giornata odierna le immagini satellitari sul Mediterraneo centro-occidentale hanno mostrato lunghe bande nuvolose parallele tra Sardegna, Tirreno e Campania. Il fenomeno, spesso frainteso sui social, viene talvolta associato a teorie di “manipolazione atmosferica” o a presunti collegamenti con eventi sismici. In realtà si tratta di un processo naturale ben noto alla meteorologia: le cloud streets, letteralmente “vie nuvolose”. Le cloud streets sono allineamenti di cumuli di bel tempo (Cumulus humilis/mediocris) disposti in filari paralleli. Si generano quando aria più fredda scorre sopra una superficie marina relativamente più calda: il contrasto termico innesca moti convettivi organizzati che producono fasce di nubi alternate a corridoi sereni.

La dinamica fisica: convezione a rulli e wind shear

Il meccanismo è quello della roll cloud convection: celle rotanti allineate lungo la direzione del wind shear nei bassi strati (0–1,5 km). Una leggera inversione termica posta al di sopra dello strato limite marino confina la convezione, favorendo la struttura “a bande”. Dove l’aria sale si formano i cumuli; dove scende, la subsidenza secca inibisce le nubi.

Street cloud Campania

Perché compaiono tra Sardegna, Tirreno e Campania

Il setting tipico è post-frontale: aria fredda da N/NO scorre su mare tiepido, con ventilazione sostenuta di Maestrale/Libeccio. Le bande si orientano parallelamente al flusso (da N/NW verso S/SE), come visto nelle ultime ore tra Canale di Sardegna e medio Tirreno. In prossimità di coste e rilievi, i cumuli possono temporaneamente crescere fino a forme più congestionate.

Scienza vs disinformazione

Le cloud streets sono fenomeni naturali documentati dalla letteratura meteorologica e ben riconoscibili nelle immagini satellitari. Non esiste alcun nesso causale con eventi sismici né evidenze di interventi artificiali. La loro presenza indica una ventilazione efficiente dello strato limite e spesso accompagna il ritorno del sole dopo un fronte.

Cosa osservare quando compaiono

  • Bande parallele orientate lungo il vento dominante.
  • Spazi sereni regolari tra le strisce (zone di subsidenza).
  • Profondità tipica dello strato convettivo: ~800–1500 m.
  • Possibili rinforzi locali vicino a coste/orografia per aumentato contrasto termico.