Fase ciclonica molto attiva sul Nord Atlantico, mari insolitamente caldi e rischio di maltempo severo su Europa occidentale con possibili riflessi anche in Italia. Un profondo vortice a ovest delle Isole Britanniche è in ulteriore intensificazione, con valori pressori prossimi a 975 hPa e una possibile discesa verso 950 hPa nelle prossime 24 ore, configurazione tipica della bombogenesi. Tale struttura atmosferica attiverà:
- Venti fino a 100–130 km/h sulle coste atlantiche esposte
- Mareggiate e rischio di erosione costiera
- Piogge intense e persistenti su Irlanda, Scozia, Francia occidentale e Penisola Iberica
- Possibili criticità idrogeologiche su rilievi e aree urbane vulnerabili.
Una dinamica che richiama le grandi tempeste invernali, ma con un surplus energetico insolitamente elevato per fine ottobre e inizio novembre.

Mari ancora caldi: più energia e precipitazioni abbondanti
Le anomalie termiche positive interessano il Nord Atlantico, il bacino iberico e il Mediterraneo centro-occidentale. Le temperature superficiali marine risultano elevate:
- 22–23°C nel Mediterraneo
- 10–15°C tra Mare del Nord e Baltico
Questo surplus termico alimenta flussi di calore sensibile e latente verso l’atmosfera, rendendo i fronti più umidi e i fenomeni più intensi e persistenti.

Effetti sull’Europa occidentale
Il ciclone atlantico influenzerà in modo diretto Irlanda, Regno Unito, Francia occidentale e Penisola Iberica, con venti burrascosi e mareggiate, oltre a precipitazioni diffuse. Sui rilievi esposti al flusso sud-occidentale, possibili accumuli oltre 100 mm in pochi giorni.
Italia: inizialmente protetta, poi peggioramento
Nella fase iniziale l’Italia rimarrà sotto correnti più miti, ma il passaggio di onde depressionarie potrà determinare:
- Aumento della nuvolosità e piogge al Nord e sulle regioni tirreniche
- Venti sostenuti soprattutto sui bacini occidentali
- Possibili fasi perturbate nella prima metà di novembre
Un contesto tipicamente autunnale, reso più attivo dal mare ancora caldo.
Prospettive meteo a medio termine
I modelli confermano un regime ciclonico persistente, con nuove perturbazioni in arrivo dall’Atlantico e condizioni dinamiche frequenti sull’Europa occidentale. Per l’Italia sarà fondamentale monitorare:
- Regioni tirreniche
- Alpi e Prealpi per accumuli orografici
- Coste occidentali per possibili mareggiate

Riepilogo
- Nord Atlantico molto attivo con cicloni profondi
- Mari caldi che alimentano piogge più intense
- Europa occidentale la più esposta
- Italia coinvolta nella seconda fase
- Necessario monitoraggio per vento e rischio idrogeologico


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