Nel Mar Cinese Orientale e lungo le coste di Cina, Taiwan e Giappone si registrano anomalie di temperatura superficiale marina (SST) comprese tra +2°C e oltre +5°C rispetto alla media climatica di ottobre. Il quadro è il risultato di mesi di caldo persistente sulla terraferma e di una configurazione atmosferica dominata da alte pressioni subtropicali. Nell’arcipelago delle Ryukyu e a Okinawa le SST si mantengono su 29–30°C, circa +1,5/+2°C oltre le medie già elevate. Le acque calde sostengono giornate ancora estive, favoriscono debole ventilazione costiera e possono alimentare tifoni tardivi e perturbazioni intense nelle prossime settimane.
Le cause: forcing subtropicale, Kuroshio e ventilazione ridotta
- Forzante subtropicale persistente che intrappola calore negli strati superficiali.
- Corrente di Kuroshio che convoglia acque più calde verso Taiwan e il Giappone meridionale.
- Ventilazione marina estiva ridotta e rimescolamento superficiale inferiore alla norma.
La combinazione di questi fattori ha portato a acque eccezionalmente calde lungo la costa sud-orientale della Cina, con picchi locali oltre +5°C.
Impatto ambientale e rischi nelle prossime settimane
- Perdurare del caldo costiero con rallentamento dell’ingresso di masse d’aria autunnali.
- Fioriture algali e deossigenazione in acque stratificate, con stress per gli ecosistemi e la pesca.
- Maggiore probabilità di cicloni tropicali tardivi che sfruttano l’eccesso di calore oceanico.
Il segnale attuale rientra tra le marine heatwave più estese degli ultimi decenni nel Pacifico occidentale e potrebbe protrarsi per buona parte dell’autunno.


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