Una ondata di calore marina senza precedenti sta interessando il Mar Giallo e il Mar Cinese Orientale, lungo le coste di Cina e Corea del Sud. Le temperature superficiali dell’oceano risultano fino a +5 °C rispetto alla climatologia stagionale. L’evento è stato classificato dalla NOAA come categoria 4 – “estrema”, il livello più alto nella scala di severità delle marine heatwaves, per intensità, persistenza ed estensione. Le analisi satellitari e le misure in situ indicano che il Nord Pacifico occidentale è attualmente uno dei settori più caldi del pianeta rispetto alla media pluridecennale. La combinazione di venti deboli, scarso rimescolamento verticale e irraggiamento solare prolungato ha favorito un accumulo eccezionale di calore negli strati superficiali, mantenendo anomale temperature della superficie del mare (SST) su valori record.
Impatto su ecosistemi e pesca
L’anomalia termica in atto comporta stress severo per gli ecosistemi costieri: regressione delle praterie di alghe, danni ai coralli, spostamenti degli stock ittici e rischio aumentato di fioriture algali nocive. Per le comunità rivierasche, ciò può tradursi in perdite economiche per pesca e acquacoltura, oltre che in una maggiore vulnerabilità ambientale.
Connessioni con la circolazione atmosferica
Il calore extra immagazzinato nell’oceano può alimentare sistemi convettivi più intensi e influenzare la traiettoria e la forza dei cicloni nel bacino, con effetti a catena sulla meteorologia regionale. Nel 2025, la persistenza di masse d’aria calde, interazioni con La Niña e un getto polare indebolito sull’Asia orientale hanno predisposto l’area a un riscaldamento marino anomalo di lunga durata.
Perché il 2025 è un anno spartiacque
Le osservazioni indicano un 2025 eccezionalmente caldo in Estremo Oriente, a terra e in mare, con numerosi record termici superati. Questo episodio rientra in una tendenza più ampia in cui la variabilità naturale si somma al riscaldamento globale, aumentando la frequenza e la severità delle ondate di calore marine.
Prospettive e monitoraggio
Nel breve termine, la priorità è il monitoraggio continuo delle SST, dell’ossigenazione delle acque e degli impatti sulla catena trofica. Nel medio periodo, servono piani di adattamento per pesca e acquacoltura, insieme a sistemi di allerta precoce per mitigare gli effetti socio-economici delle marine heatwaves di categoria elevata.


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