Cos’è La Niña e come influenzerà piogge, temperature e rese agricole nel 2025–2026: effetti per Africa, Asia, Americhe e linee guida operative per la pianificazione. La Niña è la fase fredda dell’ENSO, contraddistinta da temperature inferiori alla norma nel Pacifico equatoriale centrale e orientale. Questa anomalia oceanica altera la circolazione atmosferica e modifica piogge e temperature in molte aree del mondo, con impatti diretti su pianificazione agricola e gestione delle risorse idriche. I principali centri internazionali stimano una probabilità ~71% di sviluppo di La Niña tra ottobre e dicembre 2025, con possibili effetti fino all’estate 2026. È quindi opportuno attivare misure di adattamento e gestione del rischio.
Impatti per area geografica
Africa
- Piogge in aumento su Africa centrale e meridionale (ottobre–maggio): rischio di alluvioni, necessità di drenaggi e difese idrauliche.
- Piogge in calo nel Corno d’Africa (settembre–dicembre e marzo–maggio): probabili siccità agricole in Etiopia, Somalia e Kenya.
Asia e Oceania
- Precipitazioni sopra media su Sud-est asiatico, India e Australia: condizioni favorevoli alle risaie, con rischio di eccessi idrici e fitopatie.
- Deficit pluviometrico in Asia centrale tra inverno e primavera: criticità per grano e orzo per carenza d’acqua.
Americhe
- Più piogge su Colombia, Venezuela e America Centrale (luglio–settembre dell’emisfero nord): attenzione a frane e piene improvvise.
- Meno piogge su Argentina, Uruguay, Brasile meridionale e USA meridionali: possibile siccità e stress idrico nei campi (Pampa in primis).
Riepilogo
- La Niña aumenta la piovosità in alcune regioni e la riduce in altre, amplificando i contrasti idro-climatici.
- In agricoltura implica riprogrammazione delle semine, adeguamento dei turni irrigui e piani di contingenza contro eccessi/deficit idrici.
Contesto 2025–2026
- Probabilità ~71% di attivazione tra ottobre e dicembre 2025.
- Possibile persistenza fino all’estate 2026, con effetti su rese, approvvigionamenti e prezzi globali.
Linee guida per decisori e filiere
- Pianificazione colturale: ricalibrare calendari e varietà (anticipi, ritardi, cicli più brevi).
- Gestione dell’acqua: efficienza irrigua (sensori, micro-irrigazione), bacini e laminazioni dove servono.
- Monitoraggio: seguire bollettini stagionali e indici ENSO, con early warning e soglie operative.
- Coperture di rischio: aggiornare assicurazioni parametriche e strumenti mutualistici.
Con La Niña alle porte, il nuovo anno agrario si preannuncia molto variabile. Investire in dati, flessibilità irrigua e scelte colturali mirate aumenta la resilienza, tutelando produzioni e redditività in uno scenario climatico più incerto.


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