Nei piani alti dell’atmosfera sta accadendo qualcosa di non ordinario. La componente stratosferica del Vortice Polare (VP), dopo la sua precoce ricostituzione di settembre, continua a mostrarsi debole e disorganizzata. Questo assetto anomalo può condizionare i pattern circolatori sull’emisfero nord nei prossimi mesi, trasformandosi in una vera “wild card” stagionale per Europa e Nord America. Il VP è una struttura di bassa pressione semi-permanente centrata sul Polo Nord, che si estende dalla troposfera alla stratosfera. Quando è compatto, trattiene l’aria fredda alle alte latitudini; quando è debole o disturbato, consente ondulazioni della corrente a getto e scambi meridiani, con possibili irruzioni fredde verso medie latitudini e risalite calde verso nord.
Struttura attuale a 10 hPa: segnali di disturbo sul lato pacifico
Le analisi a 10 hPa (≈30 km) mostrano un VP con nucleo freddo ma decentrato, disturbato da anomalie di geopotenziale positive sul settore pacifico. Questo favorisce blocking stratosferico lungo il bordo occidentale e una traslazione del vortice verso est, limitandone l’espansione. L’effetto a catena è una destrutturazione del getto polare e un’amplificazione delle onde di Rossby da Atlantico a Pacifico.

Accoppiamento stratosfera–troposfera: NAO e PNA sotto osservazione
Le anomalie bariche tendono a propagarsi verticalmente: una stratosfera debole facilita, nei bassi strati, fasi con NAO meno positiva e un PNA influenzato da robuste anomalie anticicloniche sul Pacifico. Il risultato è una maggiore frequenza di depressioni su Europa e Stati Uniti orientali, mentre a ovest del Nord America possono insistere campi di alta pressione.
Indici dinamici: venti zonali sotto media e rischio di eventi maggiori
- Venti zonali stratosferici: valori sotto media nelle prossime 2 settimane suggeriscono un VP non consolidato.
- Rischi connessi: displacement (traslazione del vortice), split (suddivisione in due lobi) ed eventuali stratwarming con sviluppo di blocking ad alta latitudine.
- Impatto pratico: getto più ondulato, flussi warm/cold dipolari, finestra per irruzioni fredde a stagione avanzata.

Tendenza stagionale: ottobre–novembre deboli, poi scenari aperti
I principali ensemble (GEFS/ECMWF) proiettano un VP debole/disorganizzato fino a novembre, con possibili anomalie termiche positive sul Canada (Canadian Warming) e ricorrenti depressioni su Europa e East Coast USA. In autunno la riserva termica polare limita le ondate fredde profonde, ma prepara il terreno a incursioni più incisive tra fine stagione e inizio inverno.
Analoghi storici: il precedente 1981/82
Un analogo spesso citato è l’autunno 1981/1982: venti stratosferici minimali, seguito da un Sudden Stratospheric Warming (SSW) a dicembre e un inverno freddo e perturbato sull’Europa. Non è una previsione deterministica, ma un contesto di rischio che aiuta a inquadrare la stagione 2025–2026.

Cosa monitorare nelle prossime 4–6 settimane
- Venti zonali a 10 hPa: eventuali ulteriori cali aumentano la probabilità di displacement/split.
- Wave activity flux e anomalie di geopotenziale sul lato pacifico e su Canada–Groenlandia (segnali di blocking).
- NAO/PNA in regime debole: maggiore meridionalità del flusso e finestre per irruzioni fredde sul continente.
Vortice Polare vulnerabile
Il Vortice Polare appare vulnerabile, condizione che potrebbe favorire una stagione fredda più dinamica della media. Un collasso non è scontato nell’immediato, ma la probabilità di split/displacement e di stratwarming rimane significativa: un fattore in grado di rimodellare la circolazione a larga scala e di aumentare il rischio di ondate fredde sulle medie latitudini europee nel cuore dell’inverno.


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