Meteo, Vortice Polare debole: rischio scenari gelidi per l’inverno 2025–2026

Non si prevedono collassi imminenti, ma la struttura fragile del vortice resta una “wild card” per la stagione fredda europea

Nei piani alti dell’atmosfera sta accadendo qualcosa di non ordinario. La componente stratosferica del Vortice Polare (VP), dopo la sua precoce ricostituzione di settembre, continua a mostrarsi debole e disorganizzata. Questo assetto anomalo può condizionare i pattern circolatori sull’emisfero nord nei prossimi mesi, trasformandosi in una vera “wild card” stagionale per Europa e Nord America. Il VP è una struttura di bassa pressione semi-permanente centrata sul Polo Nord, che si estende dalla troposfera alla stratosfera. Quando è compatto, trattiene l’aria fredda alle alte latitudini; quando è debole o disturbato, consente ondulazioni della corrente a getto e scambi meridiani, con possibili irruzioni fredde verso medie latitudini e risalite calde verso nord.

Struttura attuale a 10 hPa: segnali di disturbo sul lato pacifico

Le analisi a 10 hPa (≈30 km) mostrano un VP con nucleo freddo ma decentrato, disturbato da anomalie di geopotenziale positive sul settore pacifico. Questo favorisce blocking stratosferico lungo il bordo occidentale e una traslazione del vortice verso est, limitandone l’espansione. L’effetto a catena è una destrutturazione del getto polare e un’amplificazione delle onde di Rossby da Atlantico a Pacifico.

Vortice Polare 20 ottobre

Accoppiamento stratosfera–troposfera: NAO e PNA sotto osservazione

Le anomalie bariche tendono a propagarsi verticalmente: una stratosfera debole facilita, nei bassi strati, fasi con NAO meno positiva e un PNA influenzato da robuste anomalie anticicloniche sul Pacifico. Il risultato è una maggiore frequenza di depressioni su Europa e Stati Uniti orientali, mentre a ovest del Nord America possono insistere campi di alta pressione.

Indici dinamici: venti zonali sotto media e rischio di eventi maggiori

  • Venti zonali stratosferici: valori sotto media nelle prossime 2 settimane suggeriscono un VP non consolidato.
  • Rischi connessi: displacement (traslazione del vortice), split (suddivisione in due lobi) ed eventuali stratwarming con sviluppo di blocking ad alta latitudine.
  • Impatto pratico: getto più ondulato, flussi warm/cold dipolari, finestra per irruzioni fredde a stagione avanzata.

Venti zonali 10 hPa 18 ottobre

Tendenza stagionale: ottobre–novembre deboli, poi scenari aperti

I principali ensemble (GEFS/ECMWF) proiettano un VP debole/disorganizzato fino a novembre, con possibili anomalie termiche positive sul Canada (Canadian Warming) e ricorrenti depressioni su Europa e East Coast USA. In autunno la riserva termica polare limita le ondate fredde profonde, ma prepara il terreno a incursioni più incisive tra fine stagione e inizio inverno.

Analoghi storici: il precedente 1981/82

Un analogo spesso citato è l’autunno 1981/1982: venti stratosferici minimali, seguito da un Sudden Stratospheric Warming (SSW) a dicembre e un inverno freddo e perturbato sull’Europa. Non è una previsione deterministica, ma un contesto di rischio che aiuta a inquadrare la stagione 2025–2026.

Anomalie emisfero nord

Cosa monitorare nelle prossime 4–6 settimane

  • Venti zonali a 10 hPa: eventuali ulteriori cali aumentano la probabilità di displacement/split.
  • Wave activity flux e anomalie di geopotenziale sul lato pacifico e su Canada–Groenlandia (segnali di blocking).
  • NAO/PNA in regime debole: maggiore meridionalità del flusso e finestre per irruzioni fredde sul continente.

Vortice Polare vulnerabile

Il Vortice Polare appare vulnerabile, condizione che potrebbe favorire una stagione fredda più dinamica della media. Un collasso non è scontato nell’immediato, ma la probabilità di split/displacement e di stratwarming rimane significativa: un fattore in grado di rimodellare la circolazione a larga scala e di aumentare il rischio di ondate fredde sulle medie latitudini europee nel cuore dell’inverno.