Nucleare, l’Italia ha ancora un’industria forte: seconda in Europa per aziende e produzione

Luca Mastrantonio rilancia il ruolo dell’Italia nella filiera nucleare: con Nuclitalia si punta su SMR entro il 2030 e tecnologie avanzate per raggiungere gli obiettivi climatici al 2050

L’Italia non parte da zero nel nucleare: possiede ancora un’industria tra le più forti in Europa. E’ quanto ha evidenziato Luca Mastrantonio a Chia. “Nonostante il nostro Paese non costruisca più centrali, l’industria nucleare italiana è la seconda in Europa per numero di aziende e volumi di produzione. Questo è un patrimonio da valorizzare“, ha detto. Mastrantonio ha spiegato che Nuclitalia – nata dalla partnership tra Enel, Ansaldo e Leonardo – si propone come soggetto industriale di aggregazione per un possibile programma nazionale.

Il modello di partnership e la riorganizzazione della supply chain saranno determinanti per massimizzare le competenze italiane ed europee. Anche la questione del finanziamento dei primi prototipi sarà cruciale: all’inizio sono più onerosi, ma aprono la strada a una produzione seriale più conveniente“, ha affermato. La roadmap delineata da Mastrantonio prevede una sequenza precisa: partire dagli SMR ad acqua, già maturi e pronti entro il 2030, per poi evolvere verso i reattori avanzati in grado di ridurre le scorie, fino ad arrivare alla fusione. “Non dobbiamo scegliere le tecnologie per suggestione, ma per obiettivi. Abbiamo target sfidanti al 2050, e dobbiamo puntare su ciò che sarà disponibile e certificato per tempo“, ha aggiunto.