Un team di ricercatori dell’Università di Osaka ha identificato una proteina cruciale, TMEM217, che controlla il movimento degli spermatozoi, aprendo nuove possibilità per la diagnosi e il trattamento dell’infertilità maschile. Lo studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), rappresenta una svolta significativa nella comprensione dei meccanismi alla base della motilità spermatica. Gli scienziati hanno scoperto che TMEM217 si associa alla proteina SLC9C1, stabilizzando l’enzima adenilil ciclasi solubile (sAC), essenziale per la produzione di AMP ciclico (cAMP), la molecola che innesca il movimento degli spermatozoi. Nei topi privi di TMEM217, gli spermatozoi risultano quasi immobili e gli animali sono sterili. Tuttavia, un trattamento in vitro con un analogo del cAMP ha riattivato la motilità, permettendo la fecondazione e la nascita di cuccioli sani.
Secondo Masahito Ikawa, coordinatore dello studio, l’attivazione artificiale di questo segnale molecolare potrebbe portare a terapie innovative per riattivare spermatozoi immobili. “Abbiamo individuato un modo semplice per riattivare gli spermatozoi aggiungendo un analogo dell’AMP ciclico”, ha spiegato Ikawa. Questa scoperta offre dunque una nuova speranza per trattare alcune forme di infertilità maschile inspiegata, fornendo un potenziale “interruttore” per restituire la motilità spermatica.


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