Nuovi mondi oltre il Sistema Solare: la NASA annuncia la scoperta di 6 esopianeti

Il numero totale degli esopianeti confermati supera quota 6mila, una soglia simbolica che testimonia l’incredibile progresso dell’astronomia moderna

La caccia ai mondi lontani non si ferma mai. Ieri, giovedì 9 ottobre 2025, la NASA ha annunciato la scoperta di 6 nuovi esopianeti, portando così il numero totale dei pianeti confermati al di fuori del nostro Sistema Solare a 6.028. Questa nuova ondata di scoperte, frutto della collaborazione tra diversi osservatori internazionali, conferma il ritmo straordinario con cui l’umanità sta ampliando la propria conoscenza del cosmo. I 6 pianeti appena aggiunti al registro NASA sono:

  • HD 143811 AB b
  • TOI-2449 b
  • TOI-6109 b & c
  • NGTS-31 b
  • NGTS-32 b

Tra questi, il più sorprendente è senza dubbio HD 143811 AB b, un gigante gassoso di tipo gioviano che orbita attorno a 2 stelle giovani, di appena 15 milioni di anni, con un periodo di rivoluzione stimato in oltre 300 anni. La particolarità di questo pianeta è duplice: non solo si tratta di un sistema binario, ma è anche il secondo pianeta mai scoperto tramite il Gemini Planet Imager (GPI), uno strumento di punta del telescopio Gemini, progettato per la ripresa diretta di esopianeti, una tecnica ancora rara e tecnologicamente complessa.

Una finestra su sistemi planetari lontani

Gli altri pianeti della lista – TOI-2449 b, TOI-6109 b e c, NGTS-31 b e NGTS-32 b – sono stati rilevati grazie a missioni come TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) e NGTS (Next-Generation Transit Survey). Questi strumenti individuano pianeti analizzando la luce delle stelle e osservando le piccole diminuzioni di luminosità che si verificano quando un pianeta transita di fronte al proprio astro.

Oltre alle nuove scoperte, la NASA ha anche aggiornato i dati di 10 pianeti già noti, tra cui TOI-270, WASP-6 b, WASP-96 b e HATS-29 b, arricchendo le informazioni disponibili sui loro parametri orbitali e atmosferici. In particolare, il telescopio spaziale James Webb (JWST) ha fornito nuovi spettri di trasmissione per HAT-P-26 b e TOI-270 b, dati fondamentali per comprendere la composizione chimica e la struttura atmosferica di questi mondi.