Un misterioso detrito spaziale, di grandi dimensioni, trovato in fiamme, è stato rinvenuto sabato 18 ottobre nei pressi di una remota strada mineraria, a circa 30 km a Est della città di Newman, nel cuore dell’Australia Occidentale. Il ritrovamento, effettuato da alcuni operai di una miniera, ha immediatamente attirato l’attenzione delle autorità locali e delle agenzie spaziali. La Western Australia Police Force ha raggiunto il luogo per documentare l’episodio, mentre l’Australian Space Agency (ASA) ha avviato un’indagine per identificare con precisione l’origine del frammento. In una nota ufficiale, l’agenzia ha dichiarato che “saranno condotte ulteriori analisi tecniche per determinare l’origine dell’oggetto”.
Una pista che porta nello Spazio
Le prime analisi suggeriscono che il materiale ritrovato sia costituito da fibra di carbonio, una composizione tipica dei componenti aerospaziali moderni. Gli esperti ipotizzano che possa trattarsi di una parte di un razzo, probabilmente un serbatoio a pressione composito (Composite Overwrapped Pressure Vessel, COPV). Questi serbatoi, utilizzati per contenere gas o liquidi ad alta pressione all’interno dei veicoli spaziali, sono noti per la loro resistenza e per la capacità di sopravvivere al rientro nell’atmosfera terrestre.
Il ricercatore e analista spaziale Marco Langbroek, docente presso la facoltà di ingegneria aerospaziale della Delft University of Technology nei Paesi Bassi, ha analizzato il caso in un post pubblicato il 20 ottobre. Secondo Langbroek, la forma e i materiali del frammento corrispondono a quelli di un COPV: “Secondo quanto riferito, stava bruciando quando è stato trovato, il che è insolito e contrario alle aspettative per i detriti spaziali”, ha spiegato l’esperto, sottolineando che ciò potrebbe indicare un impatto estremamente recente.
L’ipotesi del razzo cinese Jielong 3
Langbroek ritiene che il detrito possa appartenere alla parte superiore di un razzo cinese Jielong 3 (Smart Dragon 3), un vettore a combustibile solido il cui stadio superiore è rientrato nell’atmosfera terrestre proprio il 18 ottobre, la stessa data del ritrovamento.
Analizzando le orbite di vari oggetti spaziali noti, lo studioso ha individuato un solo candidato compatibile con la traiettoria sopra Newman: Jielong 3 seguiva un’orbita polare inclinata di 97,6 gradi e sarebbe passato sopra l’area nelle prime ore del mattino, muovendosi da Nord-Nord/Est verso Sud-Sud/Ovest ha spiegato Langbroek.
Nonostante le dimensioni e la massa precise dei componenti di Jielong 3 non siano note pubblicamente, l’analista considera questa ipotesi la più plausibile, in attesa dei risultati ufficiali delle analisi dell’Australian Space Agency.
Detriti spaziali: un problema crescente
Il ritrovamento riaccende il dibattito sulla gestione dei detriti spaziali, un tema sempre più urgente con l’aumento del numero di lanci orbitale. Frammenti di razzi e satelliti dismessi rientrano regolarmente nell’atmosfera terrestre, ma raramente raggiungono il suolo senza disintegrarsi. Nel caso australiano, la fortuna ha voluto che il pezzo cadesse in un’area remota e disabitata. Tuttavia, l’episodio evidenzia i rischi potenziali legati al ritorno incontrollato di oggetti spaziali.






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