Ottobre riporta l’Ora Solare: attenzione alla data, quest’anno arriva un po’ prima del solito

Il meccanismo dell'ora legale (e del suo opposto, l'ora solare) nasce da un'esigenza fondamentale: il risparmio energetico

Il consueto appuntamento con il ritorno all’Ora Solare si presenta quest’anno con una data che può sembrare insolita: diremo addio all’ora legale nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre 2025. Siamo abituati a spostare le lancette verso la fine del mese, magari il 29 o il 30, ma quest’anno non sarà così. Questa percezione di un “anticipo” non è un errore, ma la normale applicazione della regola stabilita da una direttiva dell’Unione Europea. La norma è infatti molto chiara e immutabile: il ritorno all’ora solare avviene sempre l’ultima domenica di ottobre. A seconda di come “cade” nel calendario, questa data può variare. Ad esempio, nel 2023 è stata il 29 ottobre, nel 2024 è caduta il 27, mentre nel 2025 l’ultima domenica utile è proprio il 26 ottobre.

Torna l’Ora Solare

Nella notte del 26 ottobre, alle ore 3, le lancette di tutti gli orologi dovranno essere spostate indietro di un’ora, tornando alle 2. Questo significa una cosa che piace a tutti: dormiremo un’ora in più. Al di là del beneficio immediato, però, qual è la logica che regola questo doppio cambio orario che si ripete da decenni?

Il meccanismo dell’ora legale (e del suo opposto, l’ora solare) nasce da un’esigenza fondamentale: il risparmio energetico. Spostando avanti le lancette in primavera (Ora Legale), si fa in modo che le ore di luce solare coincidano maggiormente con le ore di attività umana. Al contrario, il ritorno all’Ora Solare in autunno ci riporta all’orario naturale, quello in linea con il fuso orario terrestre, in un periodo in cui i giorni si accorciano rapidamente e il vantaggio energetico di un’ora di luce extra al pomeriggio scompare.

Breve storia di un’Idea “luminosa”

L’idea di modificare l’orario per sfruttare meglio la luce naturale non è moderna. Uno dei primi a teorizzarla fu nientemeno che Benjamin Franklin nel 1784, il quale, scherzando in una lettera, suggerì ai parigini di svegliarsi e andare a letto prima per risparmiare sulle candele. Tuttavia, il primo a proporre seriamente l’adozione dell’ora legale fu l’inglese William Willett nel 1907. L’idea venne poi adottata per la prima volta su larga scala dalla Germania e dall’Impero Austro-Ungarico nel 1916, in piena I Guerra Mondiale, come misura per conservare il carbone e, di conseguenza, risparmiare energia in un momento di grande sforzo bellico.

L’Italia la adottò per la prima volta sempre nel 1916, ma con un’applicazione discontinua a seconda delle necessità belliche ed economiche. L’applicazione definitiva e sistematica come la conosciamo oggi risale invece al 1966, in risposta alla crisi energetica.

Scienza e dibattito

Se l’efficacia del risparmio energetico è stata confermata da studi (sebbene con un impatto variabile a seconda della latitudine e della stagione), il dibattito si è spostato negli ultimi anni sull’impatto biologico del cambio d’ora.

Il nostro corpo è regolato da un orologio interno, il ritmo circadiano, che è strettamente sincronizzato con il ciclo luce-buio. Il cambio d’ora, pur essendo di solo un’ora, è visto da alcuni esperti come un piccolo “jet lag” sociale.

  • Il ritorno all’Ora Solare (Dormire di più) è generalmente considerato meno traumatico del passaggio all’ora legale. La maggior parte delle persone non avverte disagi o si adatta rapidamente;
  • L’effetto sul sonno: per alcuni, lo spostamento dell’orario di un’ora può comunque alterare temporaneamente la produzione di melatonina, l’ormone del sonno, causando una leggera sonnolenza diurna o difficoltà ad addormentarsi all’orario “corretto” per qualche giorno;
  • L’impatto sulla salute: alcuni studi hanno messo in luce correlazioni, sebbene non definitive, tra il cambio orario e un aumento temporaneo di lievi disturbi, come irritabilità o difficoltà di concentrazione, ma sono effetti che tendono a risolversi in pochi giorni.

Il futuro dell’Ora Legale

Per anni, si è discusso a livello europeo dell’abolizione del doppio cambio orario. Nel 2018, la Commissione Europea ha proposto di porre fine alla pratica, lasciando agli Stati membri la libertà di scegliere se adottare in modo permanente l’ora legale o l’ora solare.

L’idea, approvata dal Parlamento Europeo, è stata però bloccata in sede di Consiglio Europeo (dove siedono i rappresentanti dei governi) a causa della mancanza di accordo tra i Paesi sulla scelta dell’orario unico e, successivamente, dalla sopraggiunta pandemia di COVID-19 che ha fatto slittare la priorità. Al momento, la direttiva è in uno stato di stallo: per il 2025, e probabilmente anche per gli anni successivi, il doppio cambio orario rimane la norma.

Info utili: come adattarsi

Nonostante la variazione della data, la preparazione al cambio è sempre la stessa. Per aiutare il vostro orologio biologico ad adattarsi al meglio al ritorno all’Ora Solare:

  • Anticipate gradualmente: nei giorni precedenti, provate ad andare a letto e svegliarvi 15 minuti più tardi rispetto al solito;
  • Luce naturale: cercate di esporvi alla luce del sole il prima possibile la mattina dopo il cambio d’ora, per aiutare il corpo a resettare il ritmo circadiano;
  • Tecnologia: la maggior parte dei dispositivi elettronici (smartphone, tablet, PC) si aggiornerà automaticamente. Controllate invece gli orologi analogici e quelli presenti su elettrodomestici o auto.

Non resta che segnare in rosso il 26 ottobre 2025 e prepararsi a un’ora extra di riposo.