SpaceX, l’azienda aerospaziale di Elon Musk, è pronta per un nuovo emozionante capitolo della sua avventura nello spazio. L’11° volo del megarazzo Starship è programmato alle 19:15 ora locale (01:15 ora italiana) di oggi lunedì 13 ottobre, con una finestra di lancio di 75 minuti. Il liftoff avverrà dal sito Starbase, situato nella costa del Sud del Texas, e rappresenta un passo cruciale verso l’obiettivo a lungo termine dell’azienda: la colonizzazione di Marte. L’ambizione di SpaceX va ben oltre i test di volo: Elon Musk immagina un futuro in cui Starship sarà il mezzo principale per trasportare uomini e materiali su Marte. La combinazione di potenza, riutilizzabilità e test continui potrebbe trasformare questa visione in realtà entro i prossimi decenni, segnando una svolta epocale nell’esplorazione spaziale.
Starship: il razzo più potente e riutilizzabile mai costruito
Starship è una struttura composta da 2 elementi principali:
- Super Heavy, il booster primo stadio;
- Starship (o Ship), il veicolo-navetta stadio superiore.
Entrambi i componenti sono progettati per essere completamente e rapidamente riutilizzabili, una caratteristica senza precedenti nel settore dei razzi pesanti. Questa combinazione di potenza e riutilizzabilità, secondo SpaceX, rappresenta la chiave per rendere i viaggi interplanetari sostenibili e concreti.
Il booster Super Heavy ha già una certa esperienza: il modello che volerà oggi ha partecipato al Flight 8, dimostrando la capacità di essere impiegato più volte in missioni diverse.
Starship, cosa aspettarsi dall’11° lancio
Il volo seguirà uno schema simile a quello dell’ultimo lancio il Flight 10 del 26 agosto. In quell’occasione, Super Heavy si è separato e ha effettuato un atterraggio controllato nel Golfo del Messico circa 6,5 minuti dopo il decollo, mentre Ship è atterrato con successo nell’Oceano Indiano circa un’ora più tardi.
Altri obiettivi del Flight 11 includono:
- il nuovo lancio di uno dei motori Raptor nello Spazio, testando ulteriormente la capacità di riaccensione dei propulsori;
- il dispiegamento di payload, in questo caso 8 versioni fittizie dei satelliti Starlink;
- la sperimentazione di una nuova configurazione di motore per il burn di atterraggio di Super Heavy, utile per le future missioni;
- la raccolta di dati di rientro atmosferico per preparare Ship a tornare direttamente a Starbase.
Test estremi per il rientro atmosferico
Per questa missione, SpaceX ha deciso di rimuovere alcune piastrelle termiche da Starship, creando condizioni di stress intenzionali su zone vulnerabili del veicolo. Alcune di queste aree non hanno uno strato ablativo di backup, rendendo il test ancora più critico.
Durante l’ultima fase della traiettoria, Ship eseguirà una manovra di banking dinamico e testerà algoritmi di guida subsonica, prima del burn finale e dello splashdown nell’Oceano Indiano. Queste operazioni rappresentano un passo fondamentale verso la realizzazione di voli di ritorno completi, sicuri e ripetibili direttamente a Starbase.
Il decollo di Starship Flight 11 potrebbe sembrare simile ai voli precedenti, ma ogni missione porta con sé nuovi dati, nuove sperimentazioni e, soprattutto, nuovi sogni da realizzare.
