Tartarughe marine e riscaldamento globale: uno studio rivela effetti inaspettati sulle capacità cognitive dei nascituri

Uno studio pionieristico rivela che, nonostante le alte temperature nei nidi influenzino negativamente lo sviluppo fisico delle giovani Caretta caretta, le loro capacità cognitive di apprendimento e adattamento sembrano rimanere intatte

Un team di ricercatori della Florida Atlantic University ha scoperto che le alte temperature nei nidi delle Tartarughe Caretta caretta non compromettono necessariamente le loro capacità cognitive. Tuttavia, le condizioni termiche elevate continuano a influenzare negativamente lo sviluppo fisico, sollevando nuove domande sulla sopravvivenza della specie. Con l’innalzamento costante delle temperature globali, anche le spiagge che ospitano i nidi delle tartarughe marine si stanno riscaldando.

Questo cambiamento climatico ha già mostrato conseguenze allarmanti: uno squilibrio nella determinazione del sesso dei nascituri (con predominanza di femmine), un aumento delle malformazioni, un rallentamento nella crescita e un calo nella sopravvivenza post-nascita. Ma un aspetto chiave restava poco esplorato: le alte temperature del nido possono compromettere anche le capacità cognitive dei piccoli?

Un nuovo studio condotto da un gruppo di scienziati del Charles E. Schmidt College of Science della Florida Atlantic University (FAU) si è posto proprio questa domanda. I risultati, pubblicati sulla rivista Endangered Species Research, forniscono una risposta tanto sorprendente quanto incoraggiante.

Un esperimento per misurare l’apprendimento

Utilizzando un labirinto a Y e test di discriminazione visiva, i ricercatori hanno studiato il comportamento di piccoli di tartaruga Caretta caretta incubati a due diverse temperature: 30 °C (temperatura standard per la produzione di femmine) e 32 °C (una temperatura più calda, ma ancora entro limiti riproduttivi). Le uova erano state raccolte durante le estati del 2019 e 2020 su spiagge nella contea di Palm Beach, in Florida.

Le tartarughe neonate, circa quattro settimane dopo la schiusa, sono state addestrate ad associare una ricompensa alimentare a un motivo visivo specifico (es. strisce o un bersaglio) posto alla fine del labirinto. Nella seconda fase dell’esperimento, la ricompensa è stata associata a un motivo diverso, costringendo le tartarughe a “disimparare” la vecchia associazione e a formarne una nuova. Questo tipo di test, noto come inversione del compito, misura la flessibilità comportamentale – un parametro cruciale per la sopravvivenza in ambienti imprevedibili.

Cosa hanno scoperto i ricercatori?

Contro ogni previsione, le temperature più alte non hanno compromesso le capacità di apprendimento delle tartarughe. In entrambe le annate, i piccoli incubati a 30 °C e 32 °C hanno completato con successo sia la fase di apprendimento iniziale che quella di inversione. Addirittura, nel 2020, i piccoli hanno appreso più velocemente durante la fase di inversione, indicando un notevole livello di adattabilità cognitiva.

Non solo i piccoli erano in grado di abbandonare comportamenti appresi in precedenza per formarne di nuovi, ma lo facevano con una rapidità sorprendente”, ha spiegato Sarah L. Milton, professoressa presso il Dipartimento di Scienze Biologiche della FAU e autrice senior dello studio. “Questo suggerisce che potrebbero essere più preparati ad affrontare un mondo in continuo cambiamento di quanto si pensasse finora

Un quadro complesso: effetti cognitivi stabili, ma danni fisici evidenti

Nonostante i dati incoraggianti sul piano comportamentale, l’aumento della temperatura ha avuto impatti fisici negativi significativi. Le tartarughe incubate a 32 °C hanno mostrato:

  • Tempi di incubazione più brevi
  • Minore successo nella schiusa
  • Crescita rallentata dopo la nascita
  • Maggiore incidenza di anomalie nel carapace (scudi irregolari)
  • Dimensioni corporee inferiori

Questi fattori possono influenzare negativamente le probabilità di sopravvivenza, soprattutto durante la delicata fase iniziale della vita, in cui le tartarughe devono raggiungere il mare e sfuggire ai predatori.

I piccoli nati a temperature elevate tendono ad essere meno resistenti fisicamente, il che può ridurre drasticamente il successo della schiusa”, ha dichiarato Ivana J. Lezcano, dottoranda alla FAU e autrice corrispondente dello studio. “Tuttavia, la nostra scoperta che le capacità cognitive restano inalterate nel breve termine offre un segnale positivo

Limiti dello studio e nuove domande

È importante sottolineare che l’esperimento si è concentrato su temperature fino a 32 °C. Tuttavia, le spiagge della Florida meridionale hanno già registrato picchi tra 34 e 36 °C, soglie note per compromettere gravemente lo sviluppo delle tartarughe. Temperature più estreme potrebbero ancora danneggiare le funzioni cognitive, anche se ciò non è stato osservato nell’intervallo testato.

Un altro elemento emerso dallo studio è la necessità di rivalutare il concetto di “successo” di un nido. Finora, si considerava soddisfacente se un’alta percentuale di piccoli emergeva dal nido. Tuttavia, la ricerca suggerisce che la qualità – fisica e comportamentale – dei piccoli dovrebbe diventare un parametro cruciale nelle strategie di conservazione.

La capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti ambientali è un vantaggio evolutivo chiave”, ha affermato Milton. “Preservare solo le popolazioni non basta. Dobbiamo garantire che l’ambiente favorisca anche lo sviluppo cognitivo e la resilienza degli individui

Conclusioni e implicazioni per la conservazione

Questo studio rappresenta un passo avanti nella comprensione degli effetti del cambiamento climatico sui rettili marini. Se da un lato le tartarughe sembrano mantenere una certa elasticità mentale anche in condizioni subottimali, dall’altro i danni fisiologici legati al calore rimangono una minaccia concreta.

Poiché gli embrioni delle tartarughe marine sono estremamente sensibili alle condizioni termiche, è essenziale comprendere non solo chi sopravvive alla schiusa, ma anche quanto bene questi piccoli siano equipaggiati per affrontare la vita. In un contesto globale di crisi climatica, integrare la biologia dello sviluppo con la conservazione attiva diventa imprescindibile.

La ricerca è stata finanziata dalla FAU School of Environmental, Coastal and Ocean Sustainability e ha utilizzato immagini e video raccolti durante i test in laboratorio, inclusi quelli in cui i piccoli completavano il labirinto a Y associando visivamente schemi differenti a una ricompensa alimentare.