Alle 4:47 di questa mattina, un telescopio genovese dell’Osservatorio Astronomico del Righi ha catturato un’immagine della cometa Lemmon, scoperta il 3 gennaio 2025 con un telescopio da 1,5 metri di diametro dal sistema automatico di ricerca installato sul Mount Lemmon, da cui il corpo celeste prende il nome. Negli ultimi mesi, la cometa ha fatto registrare un repentino e imprevisto aumento di luminosità che l’ha portata a superare la soglia di visibilità a occhio nudo. “Già in queste mattine, prima dell’alba, la cometa è visibile a nord-est, sotto cieli molto bui e privi di inquinamento luminoso, come una debole chiazza tra le ‘zampe’ della costellazione dell’Orsa Maggiore”, spiegano gli esperti dell’Osservatorio Astronomico del Righi.
“Dai centri urbani attualmente per scorgerla occorre un binocolo ma la luminosità della cometa è destinata ad aumentare man mano che raggiungerà la minima distanza dalla Terra, prevista per il 21 ottobre. Pertanto, le sere dopo il 20 ottobre saranno le migliori per provare a scorgerla anche dai centri urbani forse perfino a occhio nudo subito dopo il tramonto del Sole“, aggiungono.
Si tratta di una cometa periodica, con un periodo orbitale stimato in circa 1154 anni; è quindi già transitata dalle nostre parti più di mille anni fa, spiegano ancora gli astronomi. Attualmente la sua distanza da noi è di circa 110 milioni di chilometri, valore che sta diminuendo man mano che la cometa si avvicina alla Terra. Fra una decina di giorni arriverà al perigeo, previsto appunto per il 21 ottobre, a circa 89 milioni di chilometri. La minima distanza dal Sole verrà invece raggiunta il prossimo 8 novembre.



Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?