LNDC Animal Protection esprime “profonda delusione per la decisione del Parlamento Europeo di approvare la norma che vieta l’utilizzo di denominazioni come burger, salsiccia, bistecca e simili per i prodotti di origine vegetale. Una misura che, anziché tutelare i consumatori come si vorrebbe far credere, sembra essere piuttosto il tentativo di difendere gli interessi economici della lobby della carne, spaventata dalla crescita di un mercato alternativo che sta conquistando sempre più consensi tra i cittadini italiani ed europei. Si tratta di una scelta paradossale e anacronistica, che tradisce la volontà di favorire chi ha sempre detenuto posizioni di potere, penalizzando invece le realtà che promuovono un modello alimentare più etico, sostenibile e rispettoso della vita animale. È davvero difficile credere che qualcuno possa confondere un burger vegetale con un hamburger di carne, o una salsiccia di soia con una di maiale. I consumatori non sono né ingenui né stupidi: sanno leggere le etichette e scelgono consapevolmente, spesso proprio per ridurre l’impatto ambientale o per una scelta di rispetto verso gli animali”: è quanto si legge in una nota di LNDC Animal Protection.
“La decisione presa a Bruxelles, invece, appare come un atto di tradizionalismo linguistico che sconfina nel ridicolo. LNDC Animal Protection si chiede polemicamente se ora si intenda vietare anche il “salame di cioccolato”, dolce tradizionale italiano conosciuto da decenni, o se dovremo cambiare nome al “latte solare” o al “latte detergente” per non turbare le sensibilità dell’industria lattiero-casearia. Per coerenza, si dovrebbe arrivare allora a vietare l’uso di “bistecca di pollo/maiale/tonno” perché la parola “bistecca” viene dall’inglese beef steak, costola di manzo. Dove si fermerà questa assurdità?”, continua il comunicato.
“La verità è che questa norma tutela soltanto un settore, quello della carne, ma danneggia un intero comparto in crescita, ostacola l’innovazione, disorienta i produttori e mette a rischio migliaia di posti di lavoro nel settore delle alternative vegetali. Soprattutto, invia un messaggio sbagliato: che in Europa si preferisce proteggere i profitti di alcuni a discapito di altri, anziché promuovere un futuro alimentare più giusto e sostenibile”.
Le parole del presidente Rosati
“È un provvedimento che sa di paura perché chi detiene il potere teme il cambiamento. Ma la società è già avanti: milioni di cittadini scelgono ogni giorno di ridurre o eliminare i prodotti animali, e nessuna legge potrà fermare questa evoluzione culturale”, afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.
LNDC Animal Protection continuerà a difendere il diritto dei consumatori di essere informati e liberi di scegliere, ma anche il diritto delle imprese etiche di operare senza discriminazioni. “La vera tutela non è nei divieti linguistici, ma nella coerenza e nel dare a tutti le stesse opportunità”, conclude Rosati.


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