Terre rare, boom di investimenti e strategie USA per ridurre la dipendenza dalla Cina

Le terre rare sono componenti essenziali in smartphone, veicoli elettrici e aerei da combattimento

Il mercato delle terre rare sta vivendo un vero e proprio boom, con gli investitori che si affrettano ad acquistare azioni delle società del settore, spingendone i valori a livelli record. La spinta arriva in gran parte dalle misure adottate dall’amministrazione Trump, orientate a rilanciare la produzione di questi minerali strategici al di fuori della Cina, che da anni domina la fornitura globale. Le terre rare sono componenti essenziali in smartphone, veicoli elettrici e aerei da combattimento, rendendo la loro disponibilità un tema di sicurezza nazionale.

Le azioni di MP Materials, USA Rare Earth e dell’australiana Lynas sono più che raddoppiate nel corso dell’anno, grazie al sostegno governativo e agli sforzi per competere con i produttori cinesi a basso costo. Il rialzo dei prezzi azionari si è esteso anche ad altri minerali strategici come litio, cobalto e germanio. Solo nell’ultimo mese gli Stati Uniti hanno acquisito quote di Lithium Americas e Trilogy Metals, società minerarie canadesi, raddoppiando e triplicando rispettivamente il valore delle loro azioni.

Tra le strategie in cantiere figura la creazione di una riserva mineraria strategica e l’istituzione di un prezzo minimo per le terre rare, volto a proteggere il mercato dalle forti oscillazioni di prezzo dovute alla predominanza dei produttori statali cinesi. L’obiettivo finale è rafforzare la sicurezza economica e tecnologica degli Stati Uniti in un settore considerato cruciale per il futuro.