Il bilancio ufficiale è di 8 morti e nessun disperso, secondo la Protezione civile filippina, dopo il violento terremoto che ha colpito il sud delle Filippine. Le scosse principali, magnitudo 7.4 e 6.7 – leggermente inferiore rispetto alla stima iniziale di 6.9 diffusa dall’USGS – hanno fatto tremare l’isola di Mindanao, seguite da uno sciame sismico con centinaia di repliche. Gran parte della popolazione nella zona orientale dell’isola ha trascorso la notte all’aperto, temendo nuovi crolli. Il portavoce della Protezione civile, Ezzra James Fernandez, ha dichiarato che i danni alle infrastrutture risultano minimi e che le squadre di emergenza stanno procedendo con lo sgombero delle strade. Tuttavia, in diversi comuni, come quello di Manay, molti edifici risultano gravemente danneggiati.
Solo due settimane fa un altro sisma magnitudo 6.9 aveva colpito l’isola di Cebu, causando 75 vittime e distruggendo oltre 72mila abitazioni. L’arcipelago filippino, situato lungo la Cintura di Fuoco del Pacifico, è una delle aree più sismicamente attive del pianeta.


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