Un’indagine satellitare basata sull’intelligenza artificiale ha rilevato che il numero di gnu che migrano ogni anno attraverso Kenya e Tanzania potrebbe essere inferiore alla metà rispetto alla cifra tradizionalmente diffusa di oltre un milione. Gli autori dello studio sottolineano la necessità di calibrare i risultati ottenuti da diversi metodi di rilevamento per poter stimare con maggiore precisione la reale dimensione delle mandrie. La migrazione degli gnu è infatti considerata una delle più grandi migrazioni di mammiferi al mondo: ogni anno, questi animali percorrono circa 800 chilometri (500 miglia) alla ricerca di pascoli più verdi. Stimare con esattezza il numero di gnu coinvolti è cruciale per monitorare lo stato della popolazione, soprattutto in un contesto di crescente perdita di habitat e pressione antropica.
Uno studio rivoluzionario e i suoi risultati
La migrazione degli gnu avviene in modo molto caotico, ed è essenziale per l’equilibrio dell’ecosistema africano. Tuttavia, un recente studio pubblicato sulla rivista PNAS Nexus ha rivelato che la cifra di 1,3 milioni di esemplari, spesso citata negli ultimi cinquant’anni, potrebbe essere sovrastimata. Utilizzando immagini satellitari e modelli di apprendimento automatico, un team di scienziati ha stimato che il numero reale sarebbe inferiore ai 600.000 individui.
Una questione di metodo: satellite contro aereo
“Non stiamo dicendo che ci sono 700.000 gnu morti o dispersi” ha dichiarato a Mongabay Isla Duporge, coautrice principale dello studio e ricercatrice post-doc presso la Princeton University. “Siamo rimasti sorpresi nel trovare così tanti animali in meno rispetto ai risultati delle indagini aeree. Solleviamo semplicemente la questione del perché metodi diversi forniscano numeri così divergenti” Gli gnu, insieme a zebre e altri erbivori, seguono le piogge lungo un percorso circolare tra Kenya e Tanzania. Durante la migrazione, fertilizzano il suolo, contribuendo alla salute dell’ecosistema e fornendo nutrimento a predatori come leoni, coccodrilli e iene. Monitorare con precisione questi spostamenti è cruciale anche per fronteggiare le minacce del bracconaggio e dell’aumento dell’impatto umano.
I limiti dei rilievi aerei e il vantaggio della visione dallo spazio
Tradizionalmente, il conteggio degli gnu si è basato su rilevazioni aeree. Tuttavia, questa tecnica presenta limiti significativi. Gli aerei sorvolano l’area su traiettorie rettilinee, simili a quelle di un tosaerba, osservando solo strette porzioni di territorio. I dati raccolti vengono poi estrapolati su aree più ampie. Il satellite, al contrario, offre un’immagine più estesa e simultanea del terreno. “Poiché segue un’orbita fissa, fornisce un’istantanea molto ampia della superficie terrestre” ha precisato Duporge. Per l’analisi, il team ha combinato dati satellitari con intelligenza artificiale per stimare il numero di gnu in migrazione nei mesi di agosto del 2022 e del 2023. Le immagini satellitari, fornite da Maxar Technologies, hanno coperto un’area di circa 4.000 chilometri quadrati.
Verso il futuro: nuove tecniche e prossimi passi
Due modelli di deep learning sono stati addestrati: il primo ha identificato ogni gnu come oggetto singolo, il secondo si è concentrato sulle strisce verticali dell’animale, visibili come un punto scuro al centro del corpo. “I numeri ottenuti dai due modelli sono risultati molto simili tra loro quando applicati a immagini su questa scala,” ha spiegato Duporge. Dato l’ampio divario rispetto alle precedenti stime, il prossimo passo sarà calibrare i due approcci. Tuttavia, a causa delle difficoltà nel ricevere i permessi per lavorare sugli gnu, il team potrebbe decidere di concentrarsi su un’altra specie, probabilmente i rinoceronti. Nel frattempo, Duporge ha evidenziato che la combinazione di tecnologie satellitari e AI può aprire nuove strade: dall’analisi del comportamento collettivo alla formazione di nuovo personale. “Credo sia la direzione logica da intraprendere adesso” ha concluso, “soprattutto perché le risoluzioni temporali e spaziali offerte dai satelliti continuano a migliorare”.


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