Negli ultimi giorni l’uragano Melissa ha catalizzato l’attenzione internazionale. Molti lettori chiedono se questa potente tempesta tropicale possa raggiungere Europa e Italia come ciclone attivo. Alla luce delle analisi più aggiornate, la risposta è netta: Melissa non colpirà direttamente il nostro Paese come uragano o tempesta tropicale. Attualmente la tempesta si trova nei Caraibi e ha appena interessato la Giamaica come uragano di categoria 5, con venti oltre i 250 km/h e impatti severi. Le proiezioni indicano uno spostamento verso Cuba e successivamente verso le Bahamas, prima del trasferimento sull’Atlantico settentrionale.
Perché non arriverà in Italia come uragano
Nella stragrande maggioranza dei casi, i cicloni tropicali che risalgono l’Atlantico vanno incontro a transizione extratropicale: il sistema perde la struttura tipica di un uragano ed è assorbito dal flusso delle medie latitudini. Anche per Melissa lo scenario più probabile è l’indebolimento e la trasformazione in depressione extratropicale ben prima di poter rappresentare una minaccia diretta per l’Europa mediterranea.

Quali effetti potremmo avvertire in Europa
Se nei prossimi giorni si osserveranno piogge e venti più sostenuti sull’Europa occidentale e, a tratti, sul bacino centrale del Mediterraneo, si tratterà di effetti indiretti. I residui di Melissa (aria umida e instabile) possono infatti rafforzare le perturbazioni atlantiche, agendo da “innesco” in un contesto già dinamico.
- Nessun landfall tropicale in Italia: la probabilità è considerata trascurabile.
- Possibile incremento dell’instabilità su parte d’Europa per l’energia residua immessa nel flusso atlantico.
- Maltempo di natura extratropicale: piogge e vento senza le caratteristiche strutturali di un uragano.

Melissa non raggiungerà l’Italia come uragano
Melissa non raggiungerà l’Italia come uragano. Potrà però contribuire a un aumento dell’attività perturbata atlantica tra fine ottobre e inizio novembre. Nessun allarme tropicale per il nostro Paese, ma uno scenario da monitorare per comprendere come l’energia dei grandi sistemi tropicali possa influenzare, a distanza, il tempo sull’Europa.



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