12 novembre 2014, Rosetta e il primo abbraccio dell’uomo a una cometa

Undici anni dopo, il nome Rosetta continua a rappresentare una pietra miliare dell’esplorazione spaziale europea

Oggi si celebra l’11° anniversario di uno dei più grandi traguardi dell’esplorazione spaziale europea: l’atterraggio della sonda Rosetta sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Era il 2014 quando, dopo un viaggio di oltre 10 anni e 6,4 miliardi di km, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) riuscì in un’impresa mai tentata prima: far posare il modulo Philae sulla superficie di una cometa in movimento a più di 60mila km/h. Il successo non fu immediato. Dopo un atterraggio con diversi rimbalzi, Philae riuscì comunque a trasmettere per 60 ore preziosissimi dati, analizzando il suolo e rivelando la presenza di molecole organiche complesse, indizi fondamentali per capire l’origine della vita sul nostro pianeta. L’impresa, seguita in diretta da milioni di persone in tutto il mondo, trasformò Rosetta in un simbolo di cooperazione scientifica e di audacia tecnologica.

Undici anni dopo, il nome Rosetta continua a rappresentare una pietra miliare dell’esplorazione spaziale europea. Il suo lascito è doppio: scientifico, per le scoperte che ancora oggi guidano le ricerche sul Sistema Solare, e umano, come testimonianza della capacità dell’umanità di raggiungere le stelle.