Accordo Fincantieri-Marina militare USA, ridefinito il programma Constellation: cosa prevede l’intesa

Di 6 navi 4 non saranno costruite ma nuovi ordini e indennizzi: cosa prevede il nuovo accordo

Fincantieri e la Marina militare statunitense hanno raggiunto un accordo che prevede la ridefinizione del programma Constellation, cancellato ieri dal segretario alla Marina, John Phelan, con la realizzazione di nuove classi di unità navali e il mantenimento del livello degli ordini, ma in segmenti come unità rompighiaccio, per operazioni anfibie e per le missioni speciali. Lo fa sapere una nota di Fincantieri, sottolineando la prontezza a eseguire i contratti pianificati in coordinamento con la Us Navy e, guardando al futuro e in linea con le capacità e il potenziale industriale del Gruppo, a supportare la Marina americana nella ridefinizione delle scelte strategiche nel segmento delle piccole navi da combattimento di superficie, manned e unmanned.

Il programma Constellation, realizzato da Fincantieri Marinette Marine, prevedeva la costruzione di 12 fregate lanciamissili basate sulla variante italiana della Fremm (Fregata europea multi-missione). Ieri le autorità statunitensi hanno confermato la costruzione solo delle prime due unità, mentre gli ordini emessi per 4 navi sono cancellati, così come i piani per le unità rimanenti del programma. La prima fregara, Uss Constellation, che dà il nome alla classe, impostata nell’aprile 2024 nel cantiere in Wisconsin, è coperta dal contratto di progettazione e costruzione da 795 milioni di dollari, mentre l’avvio della costruzione della seconda, Uss Congress, gode di un finanziamento iniziale di 554 milioni.

Oltre all’assegnazione di futuri ordini, a copertura di quanto sopra, continua la nota di Fincantieri, l’intesa prevede un indennizzo a favore di Fincantieri Marine Group (Fmg) tramite specifiche misure di compensazione rispetto agli impegni economici e agli impatti industriali derivanti dalla decisione contrattuale della Us Navy. Questo nuovo assetto garantisce continuità e visibilità sui carichi di lavoro per il personale di Fincantieri e per il sistema di cantieri del Wisconsin. Negli ultimi anni, sottolineano dal gruppo, Fincantieri ha investito oltre 800 milioni di dollari nei suoi quattro cantieri americani -Marinette, Green Bay, Sturgeon Bay e Jacksonville- con l’obiettivo di assicurare la massima efficienza produttiva, flessibilità e innovazione tecnologica. Fmg impiega attualmente circa 3.750 lavoratori altamente specializzati negli Stati Uniti, con un recente incremento di 850 unità per sostenere la crescita e rafforzare la propria base industriale. “Il percorso definito per il programma Constellation garantisce la necessaria stabilità ai nostri team e all’intero Sistema dei Cantieri del Wisconsin, consentendoci di continuare a investire in innovazione e competenze– commenta George Moutafis, amministratore delegato di Fmg-. Mentre la Marina si prepara a nuove tipologie di unità, siamo pronti a supportare le sue esigenze in evoluzione, facendo leva sulla forza delle nostre strutture americane e sull’esperienza maturata. I nostri investimenti nei cantieri statunitensi- conclude- sono la prova della nostra visione di lungo termine: essere un punto di riferimento per l’industria navale americana”.

La reazione degli analisti

Gli analisti mantengono una visione positiva su Fincantieri dopo la rimodulazione del contratto tra Fincantieri e la US Navy, confermando target price – la media è a 23,01 euro – e raccomandazioni, sottolineando che il backlog resta solido e che la rimodulazione apre nuove opportunità di business per il gruppo nel medio termine. Il valore del backlog del Gruppo guidato dall’AD Folgiero rimane infatti invariato a 5 miliardi di dollari, in cui rientrano le due navi confermate, 1 miliardo di indennizzo e 2 miliardi relativi a nuovi ordini per navi anfibie, rompighiaccio e unità speciali. Secondo Equita, “l’accordo riduce il rischio legato al programma Constellation e conferma la solidità della relazione con la US Navy”, mentre Intesa Sanpaolo sottolinea che “la mossa contribuisce a chiarire il futuro delle operazioni USA e va letta come un’azione di derisking”.

Gli analisti Mediobanca evidenziano inoltre che “la decisione non avrà impatti materiali sull’outlook di medio termine di Fincantieri”, grazie alla continuità produttiva garantita nei cantieri americani e alla copertura dei costi già sostenuti tramite compensazioni.