Artemis III a rischio rinvio: Starship potrebbe fare slittare l’allunaggio

L'obiettivo di riportare l'uomo sulla Luna entro il 2027 si scontra con la complessa tabella di marcia di Starship di SpaceX

L’ambizioso piano della NASA per riportare gli astronauti sulla superficie lunare con la missione Artemis III potrebbe subire un ritardo di oltre un anno. La causa è da ricercare nelle difficoltà e nei rallentamenti nello sviluppo del colossale razzo e veicolo spaziale Starship di SpaceX, il mezzo cruciale selezionato dall’agenzia spaziale per l’allunaggio con equipaggio. Mentre la NASA punta ancora al 2027 per Artemis III, un documento interno di SpaceX, ottenuto da Politico, suggerisce una tempistica ben diversa e più cauta. L’azienda di Elon Musk starebbe pianificando la prima dimostrazione di rifornimento orbitale tra veicoli Starship per giugno 2026, seguita da un allunaggio senza equipaggio nel giugno 2027.

Il nuovo orizzonte

Se Starship riuscisse a superare rapidamente questi test di qualificazione e a rispettare la nuova tabella di marcia, SpaceX stima che il primo tentativo di missione con equipaggio sulla superficie lunare (Artemis III) non potrebbe avvenire prima di settembre 2028. Questo potenziale slittamento, che l’azienda riconosce essere fuori dal contratto originale, conferma le preoccupazioni espresse in precedenza dai funzionari NASA sulla prontezza del veicolo. SpaceX prevede di presentare queste date all’agenzia a dicembre.

Il ritardo di Artemis III a fine 2028 allungherebbe a oltre 2 anni la cadenza media tra le missioni del programma Artemis. A titolo di paragone, il programma Apollo della NASA, tra il 1968 e il 1972, lanciava una delle sue 11 missioni ogni circa 4,5 mesi. Intanto, la missione che precede l’allunaggio, Artemis II – che porterà gli astronauti in orbita lunare senza atterrare – è prevista non prima di febbraio 2026.

Gli ostacoli da superare

Starship è entrata nella fase di voli di prova integrati nel 2023. Se da un lato il 2024 ha visto una serie di successi parziali, come il recupero del booster Super Heavy con i bracci “Mechazilla” della torre di lancio, il 2025 si è rivelato più difficile. Dei 5 lanci effettuati quest’anno, i primi 3 sono stati classificati come fallimenti a causa della perdita dello stadio superiore Ship. Le ultime 2 prove, tuttavia, con la versione “Block 2” del veicolo, hanno rappresentato una svolta, dimostrando capacità critiche.

Il design di Starship punta a una riutilizzabilità completa dell’intero sistema, un obiettivo mai raggiunto per un veicolo di lancio orbitale. Sebbene SpaceX abbia perfezionato la riutilizzabilità del primo stadio del Falcon 9, con Starship l’obiettivo è molto più ambizioso e legato alla visione del CEO Elon Musk di portare fino a un milione di persone su Marte nei prossimi 20 anni.

Tuttavia, prima di puntare al Pianeta Rosso, Starship deve dimostrare le sue capacità critiche per la Luna. Per completare la missione Artemis III, Starship dovrà sottoporsi a ben 12 rifornimenti di carburante criogenico in orbita tra veicoli per accumulare il propellente necessario all’allunaggio e al successivo lancio per il ritorno in orbita lunare, dove si collegherà alla navicella Orion della NASA.

Le capacità di atterraggio e riutilizzabilità sulla Terra, pur essendo fondamentali per il progetto SpaceX, non sono strettamente necessarie per la missione lunare NASA, ma l’agenzia spaziale si trova ora ad attendere i tempi di sviluppo del suo partner privato. Il futuro dell’allunaggio umano dipende in gran parte dalla capacità di Starship di raggiungere i suoi prossimi, complessi traguardi.