Avanza il “Piano Marshall dell’acqua” in Emilia-Romagna: investimenti per sicurezza idrica e irrigazione

Investimenti per 1,2 miliardi di euro tra opere irrigue e interventi per la sicurezza idraulica: già completato il 45% dei 1.371 progetti regionali

Proseguono i lavori di “rifunzionalizzazione” della traversa sul torrente Enza, in località Cerezzola, tra il Reggiano ed il Parmense, così come continuano l’intervento, giunto ormai all’80%, sull’impianto Cavaliera di Bondeno nel Ferrarese per migliorare il sistema idraulico del bacino Burana – Po di Volano ed il cantiere per l’aumento dell’efficacia idrico-idraulica nei territori, dove scorre il canale “Fosso Vecchio” (comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Cotignola, in provincia di Ravenna): avanza il “Piano Marshall dell’acqua”, varato dalla Regione Emilia-Romagna. Si tratta di oltre 800 milioni di euro investiti per opere irrigue, cui si aggiungono altri 362 milioni per interventi inerenti la sicurezza del territorio dopo le alluvioni del 2023 e 2024; il tutto per un totale di circa 1.200 milioni nel periodo, che va dal 2018 al 2025. Sono 1.371 gli interventi sul territorio regionale, di cui il 45,3% ultimati: una trentina valgono più di 10 milioni di euro ciascuno. Diverse le fonti di provenienza dei finanziamenti: Programmazione Sviluppo Rurale e Fondi Sviluppo e Coesione, Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, Piano Invasi, fondi ministeriali, risorse regionali, ordinanze commissariali.

Il punto è stato fatto, in Regione E.R., durante la conferenza “Il Piano Marshall dell’acqua”, organizzata da Regione ed ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) Emilia-Romagna.

Gli interventi

“Lo scopo di questi interventi – commenta l’Assessore all’Agricoltura di Regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi è garantire l’acqua per le produzioni agricole ed alimentari, risparmiare acqua e rendere il territorio più sicuro, grazie ad importanti interventi manutentivi. Con la manutenzione e le opere infrastrutturali, che stiamo realizzando, siamo in grado di garantire 60 milioni di metri cubi annui d’acqua in più rispetto al 2018 ed un risparmio energetico, stimato in 3 milioni di kilowatt all’anno. L’acqua è vita e, se viene a mancare, gli approvvigionamenti di cibo sono a rischio. Abbiamo bisogno soprattutto di invasare l’acqua, quando c’è per poi utilizzarla nei momenti in cui serve”. 

“Con la Regione Emilia-Romagna si lavora e collabora ogni giorno su questi temi così rilevanti e le nostre maestranze si adoperano con il massimo impegno per centrare tutte le scadenze previste – sottolinea il Presidente di ANBI, Francesco VincenziIl nostro traguardo, però, non si ferma qui perché, conclusi questi interventi, abbiamo già nuove opere per migliorare la resilienza dei territori e l’uso consapevole dell’acqua a sostegno del mondo agricolo che per noi, come per l’intero Paese, è fondamentale”. 

Realizzazione di invasi a scopo irriguo, casse di espansione, impianti idrovori per lo scolo e l’irrigazione, ma anche interventi per rendere più efficiente la rete di adduzione e distribuzione oltre ad opere di prevenzione del dissesto idrogeologico, in collina ed in montagna. Il 45,3% dei lavori del Piano è già stato ultimato, il 25,64% è in corso di realizzazione il 7,7% è in fase di conclusione, mentre la fase progettuale interessa il 14,53%; il 3,42% è nella fase di affidamento dei lavori ed un altro 3,42% è in attesa dei decreti di attuazione.

In Emilia-Romagna ci sono 8 consorzi di bonifica più 1 di secondo grado (Consorzio C.E.R., Canale Emiliano Romagnolo). La rete idraulica gestita è lunga quasi 22.000 chilometri, che distribuiscono 1 miliardo di metri cubi d’acqua e contribuiscono ad irrigare 300.000 ettari di terreni, che interessano le attività di 34.000 aziende, da Piacenza a Rimini dove sono attivi 398 impianti irrigui, 69 piccoli invasi, 2 dighe, 61 casse di espansione, 220 impianti di scolo. Questi numeri sono destinati a crescere con i lavori più recenti: solo in montagna, in sei anni verranno realizzati 5.500 lavori di bonifica.

La contribuenza consortile vale 180 milioni di euro, impiegati per il 26% in attività irrigue, per il 61% nella difesa idraulica e per il 13% nel presidio idrogeologico del territorio.