La giustizia belga sta indagando su almeno 17 incidenti di sorvoli di droni sospetti nei pressi di basi militari, aeroporti civili e altri siti strategici, come centrali nucleari. Lo rende noto la procura federale, chiarendo che alcuni di questi episodi, avvenuti a partire dallo scorso ottobre, hanno riguardato lo stesso luogo. Gli incidenti sono stati raggruppati in otto indagini “federali” incentrate su sospetti di spionaggio o ingerenza, ha detto all’Afp una portavoce della procura federale, che ha competenza su tutto il territorio belga per casi legati al terrorismo e alla criminalità organizzata. Per questi sorvoli sospetti, che si sono moltiplicati dall’inizio di novembre, le indagini possono essere condotte anche a livello delle procure locali quando non sembrano collegate a una forma di minaccia ibrida.
“Spesso è ancora difficile distinguere se si tratta di un pilota locale di droni che viola le regole o di un tentativo di destabilizzazione da parte di un attore statale. Criteri come il numero di droni, la loro dimensione e il loro comportamento di volo sono utili a questo scopo”, spiega la procura, sottolineando che le indagini vengono sempre elevate a livello federale appena emergono indizi in tal senso.
Droni nelle basi militari
La settimana scorsa sono stati osservati diversi sorvoli notturni nei pressi di basi militari, in particolare quella della Nato di Kleine-Brogel, che ospiterebbe armi nucleari statunitensi. Inoltre, il traffico aereo è stato interrotto più volte negli aeroporti di Bruxelles-Zaventem, il principale del Belgio, e di Liegi, a seguito di incidenti analoghi. Il governo belga, che ha ricevuto il supporto logistico degli eserciti tedesco, francese e britannico per rafforzare la propria risposta, per ora ha evitato di accusare la Russia o di collegare questi episodi al conflitto ucraino: “a questo stadio non è possibile identificare chiaramente la provenienza della minaccia”, ha dichiarato il 7 novembre il ministro degli Affari esteri belga, Maxime Prévot, pur concedendo di essere in possesso di un “insieme di indizi che lasciano pensare che sia manifestamente di origine statale, con una vera coordinazione”.


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