Il Pantanal, la più grade pianura umida del pianeta e patrimonio naturale del Brasile, sta attraversando la fase più secca degli ultimi quarant’anni. Lo riferisce un rapporto dell’ONU MapBiomas, secondo cui nel 2024 la superficie d’acqua del bioma è diminuita del 3%, raggiungendo uno dei livelli più bassi dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel 1985. L’assenza di piogge e il prolungarsi del periodo secco hanno aumentato il rischio di incendi, che nel 2024 hanno devastato 2,2 milioni di ettari, il terzo dato più alto in quattro decenni. Solo il 1999 e il 2020 hanno registrato un numero maggiore di roghi.
Negli ultimi 40 anni, il Brasile ha perso 12% delle aree umide, pari a 4,6 milioni di ettari tra foreste allagate, campi palustri e mangrovie.
Il rapporto segnala, inoltre, la crescente espansione delle attività umane, in particolare pastorizia e miniere, che hanno reso il bioma sempre più vulnerabile. Le aree destinate al pascolo sono quadruplicate dal 1985, passando da 570 mila a 2,3 milioni di ettari, mentre la superficie mineraria è aumentata del 60% nell’ultimo decennio.


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